Senza contare che in molti credono che i premi più indicativi della qualità dei film siano proprio i Golden Globes perché assegnati dalla critica e non dall’industria. In ogni caso Paul Thomas Anderson è stato il vero protagonista: Una battaglia dopo l’altra oltre al miglior film commedia ha vinto anche la miglior regia, la miglior sceneggiatura e il premio per la miglior attrice non protagonista, Teyana Taylor. Questi riconoscimenti, in chiave Oscar, vogliono dire molto. Tra i protagonisti indiscussi c’è pure Timothée Chalamet, miglior attore nel musical o commedia per Marty Supreme, film di cui vi racconteremo presto. L’agente segreto, lavoro di Kleber Mendonça Filho, è il miglior film in lingua non inglese e Wagner Moura il miglior attore protagonista in un drammatico, tanto che questo film brasiliano diventa il favorito all’Oscar come miglior straniero. La serie tv Netflix Adolescence, vero e proprio caso dello scorso anno, porta a casa 4 Golden Globes tra cui 3 per il cast.
Hanno ancora senso le categorie?
Prima ancora di entrare nel merito dei premiati, i Golden Globes impongono una riflessione che da tempo impegna il dibattito tra critici e addetti ai lavori: ha ancora senso dividere i film in drammatici e musical o commedie? Una distinzione che probabilmente aveva una sua logica in passato, quando i generi cinematografici erano più riconoscibili e separati, ma che oggi appare sempre più problematica. Il cinema contemporaneo mescola linguaggi, toni e registri, rendendo discutibile l’inquadramento di un’opera in una categoria piuttosto che in un’altra. Un esempio emblematico è Una battaglia dopo l’altra di Paul Thomas Anderson, premiato come miglior film musical o commedia. Pur contenendo elementi surreali e momenti di ironia, il film è soprattutto un’opera politica e d’azione, e la definizione di commedia risulta riduttiva. Lo stesso vale per If I Had Legs I’d Kick You, che ha regalato a Rose Byrne il Golden Globe come miglior attrice in un film musical o commedia, un racconto angosciante sulla depressione post partum, difficilmente riconducibile ai canoni del genere. Il premio per il miglior film drammatico è andato a Hamnet – Nel nome del figlio di Chloé Zhao, che ha visto trionfare anche la sua protagonista Jessie Buckley. Nell’animazione ha sorpreso il successo di KPop Demon Hunters, film americano ispirato alla musica coreana, vincitore sia come miglior film animato sia per la miglior canzone con Golden, superando colossi come Pixar (Elio) e Disney (Zootropolis 2). Resta però da capire se questi equilibri verranno confermati agli Oscar, dove è difficile immaginare una Disney completamente a mani vuote. Da segnalare anche Stellan Skarsgård, miglior attore non protagonista per Sentimental Value di Joachim Trier, titolo che potrebbe rivelarsi centrale nella prossima stagione dei premi.
Le serie
Un discorso analogo riguarda le serie tv, sempre più protagoniste ai Golden Globes. Il settore è cresciuto a tal punto che in molti si chiedono se non sarebbe necessario un premio separato, interamente dedicato alla serialità. Tra i vincitori, The Pitt di HBO è stata premiata come miglior serie drammatica, con Noah Wyle miglior attore protagonista. Adolescence ha dominato la categoria delle miniserie, conquistando quattro premi, tra cui quelli per Stephen Graham, Owen Cooper ed Erin Doherty. Importante anche il riconoscimento a Rhea Seehorn per Pluribus (Apple TV+) come miglior attrice in una serie drammatica, mentre The Studio, sempre Apple TV+, ha vinto come miglior serie musical o commedia, con Seth Rogen premiato anche come miglior attore. Infine, Michelle Williams ha ottenuto il Golden Globe per Dying For Sex (Disney+), miglior attrice protagonista in una miniserie o film tv.
Golden Globes: tutti i vincitori
Cinema
Miglior Film Drammatico: Hamnet
Miglior Film Musical o Commedia: Una battaglia dopo l’altra
Miglior Film d’Animazione: KPop Demon Hunters
Miglior risultato al botteghino: I Peccatori
Miglior Film Internazionale: L’agente segreto
Migliore attrice in un film Drammatico: Jessie Buckley per Hamnet
Migliore attore in un film Drammatico: Wagner Moura per L’agente segreto
Migliore attrice in un film Musical o Commedia: Rose Byrne per If I Had Legs I’d Kick You
Migliore attore in un film Musical o Commedia: Timothée Chalamet per Marty Supreme
Migliore attrice non protagonista: Teyana Taylor per Una battaglia dopo l’altra
Migliore attore non protagonista: Stellan Skarsgård per Sentimental Value
Miglior Regia: Paul Thomas Anderson per Una battaglia dopo l’altra
Miglior Sceneggiatura: Una battaglia dopo l’altra, di Paul Thomas Anderson
Miglior colonna sonora originale: I Peccatori, di Ludwig
Miglior canzone originale – Film: KPop Demon Hunters: “Golden”
Serie Tv
Miglior serie drammatica: The Pitt (HBO Max)
Miglior miniserie, serie antologica o film per la televisione: Adolescence (Netflix)
Miglior serie musicale o commedia: The Studio (Apple TV)
Miglior attore in una serie drammatica: Noah Wyle, The Pitt
Miglior attrice in una serie drammatica: Rhea Seehorn, Pluribus
Miglior attrice in una serie musical/commedia: Jean Smart, Hacks
Miglior attore in una miniserie, serie antologia, film per la tv: Stephen Graham, Adolescence
Miglior attrice protagonista in una miniserie, serie antologica o film per la tv: Michelle Williams, Dying for Sex
Miglior attore in una serie musical/commedia: Seth Rogen, The Studio
Miglior attore non protagonista: Owen Cooper, Adolescence
Migliore attrice non protagonista: Erin Doherty, Adolescence
Miglior interpretazione in una stand-up comedy: Ricky Gervais, Morality