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In Italia la finanza resta un ambito a prevalenza maschile. Il divario emerge nei percorsi accademici, dove le studentesse sono ancora una minoranza nelle facoltà economico-finanziarie, ma anche nei livelli di alfabetizzazione. Secondo l’Edufin Index, le donne mostrano una preparazione mediamente più bassa.
Oggi però il tema non riguarda più solo i numeri. A incidere è anche il modo in cui la finanza viene raccontata – e soprattutto i contenuti che le nuove generazioni consumano ogni giorno. Da qui nasce Shellino, il nuovo format video ideato da Colazione a Wall Street insieme alla creator diciottenne Chiara Anzuino, attiva da oltre due anni nella divulgazione finanziaria sui social con un linguaggio diretto e accessibile.
Un format per colmare la distanza culturale
Il progetto parte dal presupposto che il divario non deriva da una differenza di capacità, ma da un contesto culturale e mediatico che rende la finanza distante e poco rilevante per una parte del pubblico.
“Molti ragazzi interessati all’economia si sentono ancora oggi su un’isola deserta, senza punti di riferimento davvero vicini alla propria esperienza”, spiega in una nota Chiara Anzuino. “Chi parla di finanza spesso si trova in una fase della vita molto diversa: per questo serve un linguaggio che parta dalle stesse domande e dagli stessi dubbi”.
Il nome del format nasce dall’unione tra ‘she’ e ‘scellino’ e riflette l’obiettivo di rendere la finanza più inclusiva e relazionabile. I contenuti affrontano temi di finanza personale a partire da situazioni quotidiane: come iniziare a investire con piccole cifre, gli errori cognitivi più comuni, l’impatto dei social sulle scelte economiche e le narrazioni virali che influenzano i comportamenti. Tra questi, anche il fenomeno del cosiddetto ‘Girl Math’, che tende a normalizzare giustificazioni distorte della spesa.
Tra bias comportamentali e scelte quotidiane
Uno dei focus centrali di Shellino riguarda i bias cognitivi, spesso amplificati dai social. Il ‘Girl Math’, ad esempio, porta a giustificare spese impulsive attraverso logiche apparentemente razionali: considerare un reso come un guadagno o percepire uno sconto come un vantaggio, anche quando porta a spendere di più. “Sono meccanismi che abbiamo tutti, non solo le ragazze”, sottolinea Anzuino. “Il problema nasce quando li normalizziamo e iniziamo a convincerci che siano corretti”.
Accanto a questo, il format affronta concetti come il mental accounting – che porta a trattare il denaro in modo diverso a seconda della sua origine – e il cashless effect, che modifica la percezione della spesa nei pagamenti digitali. Dinamiche quotidiane che, nel tempo, incidono sulla capacità di risparmio e sulla costruzione di un patrimonio.
Il ruolo dei contenuti (e del tempo che dedichiamo)
Oltre ai comportamenti individuali, emerge anche un tema legato alla dieta mediatica. Il tipo di contenuti che consumiamo ogni giorno influisce sulla nostra consapevolezza finanziaria. “Se passiamo ore su contenuti leggeri e mai su quelli che ci aiutano a capire come gestire i soldi, nel tempo la differenza si vede”, osserva Anzuino.
Il divario, quindi, non è solo una questione di competenze, ma anche di esposizione, priorità e contesto culturale: meno contatto con contenuti finanziari significa meno strumenti per prendere decisioni informate.
Il debutto su YouTube e Instagram
Shellino non è pensato come un format tecnico o per esperti, ma come un progetto che mira a colmare un gap più profondo: quello tra educazione finanziaria e vita reale. L’obiettivo è lavorare sulla consapevolezza di base – riconoscere i propri comportamenti, comprendere i meccanismi psicologici e sviluppare un rapporto più attivo con il denaro.
Il progetto debutta con una serie di video su YouTube e Instagram, pubblicati con cadenza settimanale, e rappresenta per Colazione a Wall Street un’estensione naturale del proprio percorso: affiancare alla consulenza finanziaria un’attività di divulgazione capace di raggiungere anche un pubblico più giovane.
Il consiglio finale è pragmatico: “Non serve diventare esperti o studiare per ore, ma iniziare gradualmente, dedicando anche solo una parte del tempo che si trascorre sui social a contenuti utili e verificati. Anche un’ora a settimana può fare la differenza nel modo in cui gestiamo il denaro”, conclude Anzuino, invitando a un approccio più equilibrato, consapevole e attento alle fonti.