Secondo un’inchiesta di 404 Media, le forze dell’ordine statunitensi stanno testando GeoSpy, un sistema di intelligenza artificiale capace di individuare in pochi secondi il luogo in cui è stata scattata una foto. L’AI analizza edifici, paesaggi e piccoli dettagli visivi per formulare possibili coordinate geografiche.
Le email interne ottenute dalla testata rivelano che il Miami-Dade Sheriff’s Office e il Los Angeles Police Department hanno già iniziato a sperimentare la piattaforma in unità specializzate come il Cyber Crimes Bureau e il Robbery and Homicide Bureau, spendendo complessivamente 85.500 dollari per l’accesso. L’obiettivo dichiarato è supportare le indagini, anche se i documenti sottolineano che le informazioni ottenute devono essere considerate solo come ‘indizi’ e verificate con metodi investigativi tradizionali.
GeoSpy: come l’AI individua un luogo
Lanciato nel 2023, GeoSpy funziona grazie a un’intelligenza artificiale allenata su milioni di foto già geolocalizzate. Impara a riconoscere piccoli dettagli che aiutano a individuare un luogo anche senza metadati. L’azienda dichiara che il margine di errore può andare da uno a cinque metri, con modelli personalizzati capaci di una precisione di circa un metro. Nonostante l’efficacia promessa, le email rivelano che la piattaforma può produrre falsi positivi. Per questo, le agenzie consigliano di limitare la condivisione di dati personali e di procedere con cautela.
Quando l’AI può sbagliare
Il caso di GeoSpy richiama inevitabilmente Clearview AI, la piattaforma di riconoscimento facciale progettata per supportare le forze dell’ordine e finita sotto indagine per aver contribuito ad arresti ingiusti fornendo informazioni errate. Il libro ‘Your Face Belongs to Us’ di Kashmir Hill racconta come errori e dati imprecisi possano avere conseguenze reali sulla vita delle persone. Con GeoSpy, sebbene l’analisi riguardi immagini ambientali e non volti, il principio resta simile: dati visivi trasformati in indizi investigativi possono essere fuorvianti se non verificati, sottolineando l’importanza di usare queste tecnologie con cautela e sempre insieme a metodi tradizionali.