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Minecraft, il videogame diventa film. Dopo Barbie, Warner Bros riaccende la macchina del marketing

Minecraft è una vera 'miniera'. E' un brand fortissimo, creato da Mojang AB, che fa parte di Microsoft Corporation, e XBOX Game Studios. Il suo mondo vive anche sulle piattaforme Nintendo e Playstation. Per cui un film Minecraft è già di per sé una grande operazione di Branded Entertainment

“Mi chiamo Steve. E da bambino impazzivo per le miniere”. Inizia così Un film Minecraft (A Minecraft Movie), il nuovo prodotto d’animazione della Warner Bros, uno dei film più attesi dell’anno, che riprende la fortunata e amatissima franchise di videogame Minecraft, un gioco coinvolgente e potenzialmente infinito che, a tutti gli effetti, è una di quelle piattaforme che potremmo definire un Metaverso. I creatori di Minecraft, in questi anni, hanno creato un gioco espandibile in moltissimi modi e un’identità visiva unica e immediatamente riconoscibile: un mondo dove tutto è quadrato. E fa chiaramente sorridere vedere al centro della storia, nel ruolo di Steve, un personaggio rotondo come l’amato attore Jack Black. Che, a sua volta, ha sempre avuto quell’aura da cartoon vivente. Per cui in un film videogioco ci sta benissimo. Un film Minecraft è al cinema dal 3 aprile.

L’universo filmico a partire dal videogioco

Ci sono due modi di adattare un gioco, o videogioco, a un film. Il primo è quello di prendere il mondo del videogioco come il mondo di riferimento, dando per assodato che sia la realtà: accade con i giochi più realistici, come The Last Of Us e Fallout (diventati delle serie di successo). Oppure di dare la regola che quello del gioco sia un altro mondo, e fare dialogare le due realtà tra loro. È il caso di un film come Tron, capostipite del genere, di Lego Movie, di Jumanji. Un film Minecraft sceglie questa seconda strada. E immagina che Steve, il personaggio di Jack Black, sia un uomo che dal nostro mondo sia finito in quello di Minecraft e ne sia diventato un protagonista. Quando altre persone finiscono lì, inizia una nuova avventura.

Oltre il target dei giovanissimi

I giocatori di Minecraft sono giovani e giovanissimi. Ma chi ha scritto il film ha pensato bene di andare a raggiungere un altro pubblico: quello degli adulti, in particolare la generazione legata agli anni Ottanta (verso la quale, da anni, è in atto un Nostalgia Marketing che va seguito attentamente). Così crea un personaggio, che nel gioco non esiste, Garett Garrison, alias The Garbage Man, interpretato da Jason Momoa, un ex campione dei videogame Arcade negli anni Ottanta, quando si giocava nelle sale giochi. A quel target serve comunque anche un grande Jack Black, che, prima con qualche accenno, e poi sempre più decisamente, riprende l’amatissimo Dewey Finn, il protagonista di School Of Rock, idolo di una generazione (sempre la medesima generazione nostalgica). C’è anche il pubblico delle ragazze che hanno amato la serie Netflix Mercoledì: una delle protagonista è infatti Emma Myers, che nella serie è Enid Sinclair.

Dal marketing al branding

E, scusateci il gioco di parole, Un film Minecraft, da questo punto di vista, è una vera “miniera”. Già Minecraft è un brand fortissimo, creato da Mojang AB, che fa parte di Microsoft Corporation, e XBOX Game Studios. Il modo di Minecraft vive anche sulle piattaforme Nintendo e Playstation. Per cui Un film Minecraft è già di per sé una grande operazione di Branded Entertainment, una delle migliori messe in atto insieme a Barbie e The Lego Movie, dei film della Warner Bros. Minecraft, inoltre, da anni vive anche in sinergia con il mondo Lego, che ha un’intera, fortunata, linea di giochi, dedicata al marchio.

Come accaduto per Barbie, un film che è già brand è riuscito ad ospitare al suo interno altri brand, con intelligenti operazioni di co-marketing, inserite nella storia e a volte sottolineate in sceneggiatura. Così Garett Garrison vive nel suo negozio-studio e mangia velocemente: così in scena appare uno snack noto come i biscotti Oreo. Che, per l’occasione, hanno creato una confezione ad hoc brandizzata Minecraft, che è stata donata anche ai partecipanti dell’anteprima di ieri sera a Roma, al Cinema The Space Moderno. Ma c’è anche un grande brand automotive, la macchina che, nel mondo reale, guida la preside della scuola che frequenta un giovane protagonista. Quando investe un villico (alias villager) capitato dal mondo a quadri al nostro, sottolinea, per ben due volte, “ti ho investito con la mia Jeep Grand Cherokee”. Semmai la macchina non si fosse vista bene…

Proviamo a creare

Ad esempio alcune marche di sportswear, come Converse e New Balance, ai piedi dei protagonisti. Ma anche quando non è presente nelle immagini del film, un marchio come Minecraft si rivela perfetto per altre operazioni di co-marketing. McDonald’s, infatti, è stato abile ad ottenere i diritti per le sorprese dell’Happy Meal, spesso legate al film d’animazione del momento. Al di là di questo, Un film Minecraft è divertente, spettacolare, leggero, un prodotto per tutta la famiglia. Si avvicina a un progetto come Super Mario Bros – Il film, uscito due anni fa, con lo stesso schema: adattare un famoso videogame per il grande schermo. A livello filmico, gli immaginari richiamati sono i film d’avventura alla Indiana Jones e i film di Zombie alla Romero, ovviamente tutti filtrati dai colori del gioco e dalla modalità a quadrati. La bellezza del gioco di Minecraft è quella di poter davvero dare libero spazio alla creatività, alla fantasia, alla capacità di costruire. E il messaggio del film è semplice ma efficace: è più facile distruggere che creare, ma proviamo a creare. E, come si dice nel film “qualunque cosa vuoi fare, qui la puoi fare, zero limiti”. Che poi vuol dire che possiamo davvero costruirci la vita che vogliamo. Dobbiamo solo provarci.

di Maurizio Ermisino