Il primo spot Fiat interamente realizzato con l’intelligenza artificiale meritava un viaggio a Torino. Parliamo della nuova campagna Pandina Hybrid. Al centro un’icona nata negli anni Ottanta che qui vuole diventare addirittura la macchina più amata dell’universo. O meglio, di un universo parallelo, come al nostro microfono racconta Piera Gallo, VP Marketing Italian Brands Stellantis, immaginato e costruito per esprimere qualcosa che Fiat conosce bene: l’empatia, l’ironia, la capacità tutta italiana di contagiare chiunque entri in contatto con i simboli della nostra cultura.
Un’idea firmata da Publicis Collective, agency of record del brand, e messa a terra dal Creative Technology Hub triplesense# che, come ci dice Niccolò Magnani, ha avuto in primo luogo l’obiettivo di rendere il tutto estremamente realistico pur muovendosi in un contesto fantastico in cui gli elementi digitali potessero dialogare con il pubblico senza apparire artificiosi. Insomma, una tecnologia che non è spettacolo fine a sé stesso, ma strumento per rendere concreto ciò che solo la creatività poteva immaginare.
Dentro la tecnologia
Dal punto di vista tecnico, Reply ha lavorato con gli algoritmi di Google, in particolare Veo 3.1 e Nano Banana, ricevendo supporto da team statunitensi per ottimizzarne l’uso. Queste tecnologie evolvono rapidamente, quasi settimanalmente, tanto che il team ha dovuto adattarsi di continuo. Un esempio emblematico riguarda il casting: una nuova release dell’algoritmo rilasciata durante la produzione ha risolto problemi critici legati all’inserimento dell’elemento umano nello spot, dimostrando quanto il lavoro con l’AI richieda flessibilità e aggiornamento costante.
Un flusso di lavoro ripensato
L’uso dell’AI comporta una trasformazione radicale del flusso di lavoro rispetto alla produzione tradizionale. Non esiste più un girato definitivo da cui non si torna indietro, ogni protagonista, ogni ambientazione e persino i dettagli narrativi possono essere modificati quasi in tempo reale. La produzione si sviluppa come un dialogo continuo tra agenzia creativa, cliente e casa di produzione, dove la libertà di sperimentare è massima, ma deve essere continuamente guidata dall’obiettivo di mantenere coerenza narrativa e impatto emozionale.
Diritti, dati e sicurezza
Un aspetto fondamentale del lavoro in AI riguarda il copywriting e la tutela dei diritti. Tutto ciò che è stato generato si basa su dati e algoritmi che garantiscono l’assenza di violazioni di diritti di terzi. Questa sicurezza ha consentito al team di concentrarsi sulla creatività e Fiat di avere un prodotto solido e inattaccabile, senza compromettere né tempi né qualità.
Il futuro secondo Fiat
L’entusiasmo di Fiat per l’intelligenza artificiale non significa abbandono della tradizione. L’AI è certamente uno strumento che amplia le possibilità, ma l’obiettivo resta lo stesso: raccontare emozioni, costruire empatia e mantenere l’umanità del brand. I prodotti Fiat parlano di persone prima che di tecnologia e anche quando l’AI entra in scena, si limita a supportare ciò che il brand sa già fare meglio. L’esperimento con il film Pandina Hybrid dimostra che il futuro della pubblicità non è nella tecnologia fine a sé stessa, ma nella capacità di utilizzarla per rendere più vivi i racconti, che contano davvero.