L’ex VP Chief Creative Officer Grey l’ha comunicato con un post LinkedIn:
“SONO STATO LICENZIATO.
Avrei potuto scrivere le solite frasi tipo: “Si è conclusa la mia esperienza professionale.” Oppure: “Sto valutando nuove opportunità.”
O peggio ancora: “Ho deciso di cogliere nuove sfide”
Sono un copywriter, per me le parole sono importanti.
Licenziato è una parola onesta. E, tra l’altro, nemmeno così negativa.
Deriva dal latino LICENTIA cioè “permesso, facoltà di fare qualcosa”
Quindi alla base della parola c’è l’idea di concedere libertà.
Per questo no, non userò giri di parole: sono stato licenziato.
Fa paura? Certo che sì, certo che sì!
Soprattutto dopo quasi 30 anni di “posto fisso”.
Ma è proprio lì il punto.
Adesso c’è spazio. Per costruire, per reinventarmi, per diventare qualcosa che ancora non so.
Quindi vado. Ma dove?
Dove serve. Dove ha senso. Dove ci sarà bisogno di me… (momento promozionale: scrivetemi o chiamatemi, i miei contatti non cambiano)
Ci vedremo in giro: nei Festival, negli eventi, negli speech a cui sarò invitato… (altro momento promozionale: per collab: info@proartistmanagement.com)
Oppure in giro, con i miei spettacoli allo Zelig o in qualche altro teatro.
Insomma, mi vedrete.
Perché, in fondo, non sono stato proprio “licenziato”.
Mi hanno solo dato il permesso di andare.
Sipario”.