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Lorenzo Marini trasforma il Bodoni in un alfabeto visivo contemporaneo

Fino al prossimo primo marzo il Complesso monumentale della Pilotta di Parma ospita la mostra a ingresso libero. L’artista trasforma il celebre carattere tipografico in un alfabeto visivo contemporaneo, invitando a riflettere sul ruolo della scrittura nell’era digitale
lorenzo marini, opera allestita

Fino al prossimo primo marzo, il Complesso monumentale della Pilotta di Parma presenta Dialogo con Bodoni, la nuova opera con cui Lorenzo Marini (LORENZO MARINI GROUP) mette in relazione l’espressione emotiva, simbolica e cromatica della TypeArt con il canone classico dell’alfabeto di Giovan Battista Bodoni, uno dei padri della tipografia moderna e figura centrale nella storia culturale della città.

Nel progetto Marini affronta uno dei temi centrali della cultura visiva contemporanea: il destino della parola scritta nell’epoca dell’immagine e della comunicazione digitale. La mostra nasce come un confronto diretto con il carattere tipografico Bodoni, che diventa per l’artista non solo un riferimento storico, ma un vero e proprio interlocutore concettuale.

Il Bodoni rappresenta un punto culminante nella storia della tipografia, spiega la nota, un carattere pensato per dare forma ordinata al pensiero. Marini lo assume come simbolo di un tempo in cui la parola era centrale nella costruzione della conoscenza e dell’identità culturale.

Le opere in mostra sono costruite attraverso una molteplicità di lettere che perdono la loro funzione puramente semantica per trasformarsi in elementi autonomi, non compongono parole leggibili, ma diventano forme che abitano lo spazio, si sovrappongono, si attraggono e si respingono, generando nuovi alfabeti visivi. In questo processo, il carattere Bodoni è riconoscibile nella sua struttura originaria, ma spinto oltre i confini della tipografia tradizionale. L’artista costruisce così un ponte tra la tradizione tipografica e il presente digitale.

Parma, Complesso monumentale della Pilotta
Biblioteca Palatina – Ingresso Museo Bodoni
Ingresso libero