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Dati e creatività: la sinergia indispensabile per una crescita duratura degli investimenti OOH

Con la nuova ricerca Audioutdoor, si supera il concetto di valore medio per fornire dati 'giorno per giorno' e 'impianto per impianto'. Una precisione che rende l'esterna un mezzo strategico e confrontabile
Giovanna Maggioni
Giovanna Maggioni

“Sosteniamo la necessità di far tornare a lavorare insieme qualità creativa e investimento media, poiché questa sinergia è l’unica in grado di generare una crescita del business prevedibile e duratura nel tempo”.

Così questa mattina, Giovanna Maggioni, Presidente di Audioutdoor ha aperto il convegno dedicato all’esterna e alla sua rivoluzione digitale, sottolineando come, complice l’evoluzione basata sui dati del comparto, si sia raggiunto un livello di integrazione totale tra i diversi ambienti misurati, risultano ora totalmente integrabili tra loro.

L’innovazione dei dati in esterna

“Siamo di fronte a un mezzo che ritiene di dover parlare un linguaggio comune con dati condivisi e confrontabili tra di loro”, ha proseguito Maggioni. “Un mezzo che si pone anche nei confronti del programmatic con dati omogenei. Un mezzo che sta crescendo negli investimenti pubblicitari più del mercato (+ 5.4% nel 2025) con una crescita del digitale a due cifre (+ 12.2%) e con un inizio 2026 decisamente positivo (+ 45.5% a gennaio)”.

La grande flessibilità del mezzo e della ricerca Audi supera di fatto il concetto di valore medio: grazie a questi dati granulari è possibile fare valutazioni di piani di una campagna sia in pre-analisi ma soprattutto in post, valutando quello che è il puntuale ritorno della campagna nel periodo prescelto.

“È questa la grande ultima innovazione di Audioutdoor”, hanno ricordato Michele Casali, coordinatore del Comitato tecnico, e Andrea Cofano, responsabile sviluppo e analisi, “fornire reach nette al mercato specifiche di quel preciso periodo di campagna. Un dato giorno per giorno, impianto per impianto, ora per ora”.

L’atmosfera della città dà dignità nuova al messaggio veicolato dall’OOH

“Consideriamo il ‘fuori casa’ non più come un semplice luogo di passaggio, ma come una casa allargata e una seconda pelle urbana che ci accompagna nel quotidiano”, ha riassunto Lorenzo Sassoli De Bianchi, fondatore di Mediatelling e presidente di Auditel. “Crediamo inoltre che la vera innovazione nell’iperconnettività visiva sia la sottrazione: un’immagine forte e poche parole per generare un impatto immediato. Così la misurazione non è un modo per ingabbiare la comunicazione, ma per riconoscerla come parte del flusso delle nostre vite in movimento”.

“Aspiriamo a un futuro in cui la pubblicità non urla, ma abita lo spazio pubblico con rispetto, misura, eleganza e ironia”, ha aggiunto prima di ribadire che nessun mezzo basta da solo; la forza di un piano risiede nel contributo reale che ogni singolo mezzo aggiunge alla pianificazione complessiva. “Identifichiamo l’oudoor come l’unico mezzo non ‘skippabile’, poiché non interrompe ma abita lo spazio in modo non invasivo”, ha precisato prima di evidenziare come esso sia “un mezzo collettivo: a differenza degli algoritmi digitali, esso propone un messaggio condiviso che parla a tutti”.

La creatività continua a fare la differenza, al di là degli algoritmi

A concludere la giornata l’intervento di Davide Arduini, presidente UNA che evidenziato come le imprese di comunicazione siano innanzitutto delle imprese, che devono rispettare i fondamentali economici, ma non ha potuto fare a meno di considerare la creatività come un fattore dirimente.

“Riconosciamo che i dati e l’Intelligenza Artificiale sono ‘estrattori del probabile’, ma è solo l’asimmetria dell’idea creativa – anche quando appare improbabile – a catturare lo sguardo e a generare riflessione”, ha spiegato. “Siamo ben consapevoli che il cervello umano è programmato per ignorare ciò che ritiene prevedibile; pertanto, mentre i dati ci dicono ‘quante’ persone guarderanno un annuncio, solo la creatività le spinge a voler far parte di quel mondo”.

Un altro modo, insomma, di condividere la speranza implicita di Sassoli De Bianchi: “Siamo convinti che il gesto davvero contemporaneo non sia puntare il dito, ma sapere dove guardare”.

di Massimo Bolchi