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Dalla protezione dei dati sensibili durante la navigazione web alla sicurezza nell’interazione con sistemi di intelligenza artificiale, fino alle piattaforme predittive capaci di anticipare minacce e vulnerabilità e alle tecnologie quantistiche applicate alla crittografia. È su queste direttrici che si muove la presenza italiana alla RSAC Conference 2026, in programma al Moscone Center di San Francisco dal 23 al 26 marzo.
Saranno otto le aziende protagoniste del padiglione nazionale, portando negli Stati Uniti un concentrato di innovazione che riflette l’evoluzione della cybersecurity: sempre più proattiva, integrata e orientata alla protezione di infrastrutture, dati e processi critici.
Una presenza strategica per l’internazionalizzazione
La partecipazione è promossa da Agenzia ICE in collaborazione con Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale, con l’obiettivo di accompagnare una selezione di imprese attive nei segmenti più avanzati della sicurezza digitale e rafforzarne il posizionamento sui mercati internazionali. Non è un caso che il palcoscenico scelto sia la RSAC Conference, uno dei principali punti di riferimento globali per il settore. L’edizione 2025 ha riunito oltre 43mila partecipanti, più di 700 speaker e 650 espositori, confermandosi come hub strategico per intercettare trend tecnologici, sviluppare relazioni industriali e generare nuove opportunità di business.
Un mercato in forte espanzione
In questo scenario, l’Italia si presenta con un ecosistema in forte espansione. Il mercato nazionale della cybersicurezza ha infatti raggiunto nel 2025 un valore di 2,78 miliardi di euro, sostenuto da una crescita media annua superiore al 15% negli ultimi cinque anni. Un’evoluzione trainata in particolare da system integrator e software house, ma che vede un ruolo sempre più rilevante anche per vendor, società di consulenza e managed security service provider.
Su scala globale, la spesa end-user per la sicurezza informatica è stimata in 206 miliardi di euro nel 2026. Il Nord America concentra oltre la metà degli investimenti, seguito dall’Europa, mentre l’Italia rappresenta circa l’1,5% del totale. Tra le aree a maggiore sviluppo emergono modelli come Zero Trust, la sicurezza cloud e le piattaforme di threat intelligence.
Tra fiera e innovazione: il ruolo di INNOVIT
Accanto alla presenza fieristica, la partecipazione italiana si rafforza anche sul piano istituzionale e progettuale. A INNOVIT è infatti in programma, in parallelo alla manifestazione, un percorso di accelerazione dedicato alle startup della cybersecurity, insieme a iniziative di sviluppo e internazionalizzazione promosse dall’ecosistema nazionale.
Networking globale e relazioni istituzionali
Non mancherà infine un momento di networking: a margine della conferenza, il Consolato Generale d’Italia a San Francisco ospiterà un evento dedicato a istituzioni, innovatori e leader globali del settore, con l’obiettivo di favorire connessioni e nuove collaborazioni.
Otto aziende per raccontare la cybersecurity italiana
Il padiglione italiano riunisce realtà che rappresentano un panorama ampio e complementare delle nuove frontiere della sicurezza digitale: dalla protezione del browser e dei dati sensibili alla data sovereignty, dall’analisi predittiva delle minacce all’automazione AI-native delle security operations, fino alla sicurezza per ambienti IT e OT e alle tecnologie crittografiche quantum-ready.
Le aziende presenti sono AD Consulting (Modena), AIVesp (Ancona), bitCorp (Milano), Cyber Evolution (Ascoli Piceno), Ermes Cyber Security (Torino), Random Power (Milano), RedCarbon (Torino) e Weagle (Milano). Una presenza che racconta un sistema in crescita e sempre più orientato all’innovazione, capace di portare sui mercati internazionali competenze avanzate e soluzioni in linea con le nuove sfide della sicurezza digitale.