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Creatives, arriva in tv la serie che racconta un’agenzia. Tutto home made

La produzione indipendente unisce storytelling e brand integration mostrando come innovazione, social media e intuizioni sull’intelligenza artificiale abbiano trasformato un progetto locale

Le cose più straordinarie, all’inizio, sembrano sbagliate. Così si diceva dei Sex Pistols, accusati di non saper suonare, eppure capaci di cambiare il mondo della musica. Una punk attitude simile si respira sin dalle prime scene di Creatives, la nuova serie tv disponibile dal 20 febbraio su Prime Video, Apple TV e Google TV in Ultra HD, inclusa con l’abbonamento normale alle piattaforme.

Una storia vera

Racconta le vicende di un’agenzia di comunicazione ed è la prima produzione di Seven Stars, nuova casa di produzione con sede a Castelfranco Veneto. I protagonisti vivono tra chiodi borchiati, Converse, jeans neri e t-shirt dei Ramones, Misfits e Blondie. Al centro della storia c’è Bassel, fondatore di Velvet, l’agenzia reale che ispira la serie. Punk nell’anima e nell’aspetto, Bassel crede che “la creatività sia libertà di esprimersi” e che vada coltivata con forza: “Se aspetti che una cosa sia perfetta, qualcun altro la fa prima di te e sei fregato”.

Bassel sogna di diventare il Malcolm McLaren del marketing: se McLaren ha rivoluzionato la musica con i Sex Pistols, lui vuole creare un’agenzia che superi i confini della vita lavorativa tradizionale, fondata su crescita, scambio e apprendimento. La pandemia ha fermato Velvet per un periodo, ma da quell’esperienza è nata Seven Stars, che ora produce la serie.

A raccontare questa storia è Erika Pagin, Ceo Seven Stars e personaggio chiave di Creatives, nella serie braccio destro di Bassel. “Volevo creare un’agenzia dove la vita privata e quella professionale si uniscono: lavorare deve portare passione”, spiega. “Nei dieci anni passati a Velvet abbiamo cercato di costruire un’agenzia alternativa, meno capitalismo e più umanesimo, dove le persone fossero al centro. Tutto questo è molto legato al mondo dei manga, che all’epoca tappezzava l’agenzia: lo abbiamo ricreato nella serie”.

Il filo conduttore di Velvet, come nella serie, è il connubio tra punk e manga: spirito libero, anticonformismo pur nel rispetto delle regole, passione per la creatività e centralità delle persone. Questi valori hanno dato vita a un’agenzia alternativa, proprio come quella che ora prende vita sullo schermo.

Location a Castelfranco Veneto

Siamo in provincia di Treviso, nel 2013. Creare un’agenzia di marketing in una piccola città del Veneto, lontano dai grandi centri come Milano o Roma, era una sfida. “Quando si parla di aziende alternative si pensa sempre alle grandi città”, raccontaPagin. “Far capire alle persone che si poteva fare impresa in modo diverso, anche in provincia, è stato un percorso stimolante. I clienti hanno mostrato grande apertura e i giovani erano attratti dall’idea di lavorare in un’azienda fuori dagli schemi”.

I social e l’IA

“Le persone non comprano servizi, comprano soluzioni ai problemi”, spiega. L’agenzia ha intuito che Facebook non era solo un social per il tempo libero e che Instagram poteva diventare uno strumento di business. Così abbiamo creato un dipartimento ad hoc, partendo dai primi contratti con imprenditori locali disposti a credere nel progetto”.

Tra il 2018 e il 2019 è stata intuita anche l’importanza dell’Intelligenza Artificiale: “Il merito è stato del team, della nostra crescita, delle collaborazioni con università e professionisti, che ci hanno permesso di aprire il pensiero e innovare”.

Una nuova cdp e la serie tv

Dall’esperienza di Velvet nasce Seven Stars, una casa di produzione indipendente che parte volendo raccontare la propria storia. Il primo prodotto della casa è Creatives, serie diretta da Davide Manganaro, con Michelangelo Vizzini, Giulia Schiavo (che interpreta Erika), le Donatella, Luca Ward e Barbara De Rossi. “Abbiamo scelto di partire da noi stessi perché il marketing ci ha insegnato a osservare, capire le persone e colpire nel segno. Se il marketing è l’arco, il cinema è la freccia: diretto, cristallino, senza filtri. Raccontare la nostra storia ci permette di portare la verità sullo schermo, senza compromessi”.

“Non ci siamo ispirati a modelli preesistenti”, prosegue Pagin. “Il nostro background nel marketing ci ha permesso di creare qualcosa dove storytelling e brand integration coesistono. Abbiamo dato alle aziende partner la possibilità di raccontarsi in modo originale, creando valore e un rapporto diretto con loro”.

Nessun finanziamento pubblico: tutto è nato dall’autonomia della casa di produzione e dal supporto dei partner.

di Maurizio Ermisino