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Cosa la pubblicità può imparare dai libri: la forza della coda lunga e il valore creativo dell’adolescenza

In un’epoca dominata dalla comunicazione immediata, i libri ricordano che le storie possono crescere lentamente e diventare virali nel tempo. Da qui parte la riflessione di Francesca Mudanò, autrice con Norma Rossetti di 'A saperlo prima', nato da lettere all’adolescenza, che è privilegio

Oggi nella comunicazione sembra valere una sola regola: tutto deve succedere subito. Una campagna pubblicitaria nasce per colpire nel momento esatto in cui appare. I social hanno radicalizzato questa logica: velocità, impatto immediato, performance. Se non funziona ora, non funzionerà mai. Invece pensateci, quanto è diverso il ciclo di vita dei libri? A volte partono in sordina. Eppure poi il tipping point succede, per ragioni molteplici.

A saperlo prima. Di sesso amore e altre faccende universali: lettere dall’adolescenza

Il libro, scritto da Francesca Mudanò, direttrice creativa Cookies Agency, e Norma Rossetti, founder di MySecretCase, ed edito da Rizzoli, è arrivato in libreria a settembre. E’ seguita la presentazione di dicembre e ora il tour continua, con una tappa a Genova il 12 marzo. Una traiettoria lenta, ma continua. Ed è proprio questa lentezza che sorprende chi viene dal mondo della comunicazione. “Nel momento in cui il libro è uscito — racconta Mudanò — abituata professionalmente all’idea che tutto debba succedere subito, ho pensato: è finita, è sparito. Esce e scompare. In realtà quello che sto imparando è che i libri hanno una vita propria”. Una vita che non coincide con la data di uscita. Un libro può incontrare i suoi lettori mesi dopo. Può circolare tra persone che non si conoscono. Può accendersi all’improvviso. Un passaparola silenzioso che, a macchia d’olio, lentamente si allarga. Per chi lavora nella comunicazione è una piccola lezione di prospettiva: non tutto ciò che conta accade nell’immediato. Alcune cose lavorano sotto traccia. E poi, quando meno te lo aspetti, tornano a galla.

Il merito di farci ragionare sull’importanza dell’adolescenza

Il progetto nasce da una domanda semplice: cosa diremmo oggi alla persona che eravamo da adolescenti? “All’inizio, l’idea era stata di chiedere alle persone di raccontarci i propri ricordi legati al sesso e alle prime esperienze. Le lettere arrivate sono state molte, ma sorprendentemente simili e pensate che la parola che tornava più spesso era vergogna. Così abbiamo cambiato rotta. Non più soltanto sesso, ma il racconto del momento dell’adolescenza in cui ci si è sentiti più felici, più soli, più confusi. Soprattutto il racconto di quallo che oggi vorremmo dire a noi adolescenti. Sono arrivate storie molto diverse tra loro: vite di trans, racconti di corpi e malattie, relazioni familiari complicate, uomini che faticano a trovare il modo di stare con le donne, fratelli che si sono persi lungo la strada e pure quella di un ragazzo palestinese che oggi ha 33 anni e vive a Berlino”.

L’adolescenza è un privilegio. Anche saperla rivivere a qualsiasi età è magia

Dal punto di vista antropologico l’adolescenza non è affatto scontata. In molte società si passa direttamente dall’infanzia all’età adulta: si deve lavorare, produrre, riprodursi. Il tempo dell’esplorazione semplicemente non esiste. “Il nostro benessere occidentale ci concede anni di non responsabilità in cui possiamo sbagliare, sperimentare, cambiare strada, formarci”. È uno spazio fragile ma prezioso. Un laboratorio della persona che diventeremo. E soprattutto che non scompare mai del tutto. L’adolescente resta dentro di noi. A volte riemerge quando facciamo qualcosa di impulsivo, quando prendiamo una decisione folle, quando ci innamoriamo senza calcoli anche da adulti. In quei momenti torniamo esattamente lì. E l’adolescente non lo puoi fermare. Forse è anche questo il motivo per cui queste lettere funzionano: non parlano soltanto a chi quell’età la sta vivendo adesso. Parlano a chi la riconosce ancora dentro di sé. Perché sapere cos’è stata l’adolescenza significa avere sempre una riserva di energia creativa a cui attingere.