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Dati del cinema: si ringrazia Zalone, ma non è il solo. Le nostre produzioni sostengono il sistema

Cinetel quest’anno ci riempie di orgoglio. I dati testimoniano come oggi i cinema, farebbero fatica a stare in piedi senza il contributo della produzione italiana. Anche perché se confrontiamo il 2025 con il triennio 2017-2019, mancano all’appello 28 milioni di biglietti dalla produzione americana

Ci sono volti sorridenti nell’annuale presentazione Cinetel “Il mercato cinematografico italiano e le caratteristiche del pubblico in sala del 2025”. È appena passato il ciclone Checco Zalone e ha dato una sferzata di ottimismo – e di denaro – al nostro cinema. Ma la produzione di casa nostra sarebbe stata in salute anche senza il risultato eccezionale del comico. È questo il senso della presentazione che si è tenuta oggi a Roma al Cinema The Space Moderno di Piazza della Repubblica.  I numeri, stavolta, vanno raccontati con “orgoglio e un cambio di narrazione di quella che è la nostra industria” come ha ribadito Alessandro Usai, presidente di ANICA, nel suo illuminante intervento. “I dati testimoniano come oggi l’esercizio, cioè quei presidi culturali che sono i cinema, farebbero fatica a stare in piedi senza il contributo della produzione italiana. Se confrontiamo il 2025 con il triennio 2017-2019, mancano all’appello 28 milioni di biglietti dalla produzione americana. Non c’è stato un collasso del sistema perché una parte di quei biglietti è stata portata dalla produzione italiana. Il film Biglietto d’Oro del 2019 quest’anno sarebbe stato sesto tra gli incassi. E in nessun Paese europeo la produzione nazionale è tornata a staccare i biglietti prima della pandemia. E questo a prescindere da Checco Zalone, che è un risultato importante e si avvia a diventare il suo più grosso successo. Se un mercato torna a riproporre il più grande risultato di tutti i tempi vuol dire che è pronto a tornare ai risultati pre-pandemici”. E qual è il discorso più importante da fare a questo punto? Usai lo dice forte e chiaro. “Il mercato americano tornerà a produrrei grandi blockbuster in questo 2026” ci tiene a ribadire. “Ma per la produzione italiana nel 2026 e gli anni successivi sarà importante che tutti gli strumenti che ci hanno portato a produrre quei film, gli strumenti di aiuto diversificati che il ministero ha sostenuto, vengano portati avanti. Speriamo che proprio per mantenere questi risultati il sistema venga protetto. È stata la nostra battaglia degli ultimi mesi”. La risposta dell’On. Federico Mollicone, Presidente VII Commissione Cultura Scienza e Istruzione della Camera dei Deputati è arrivata immediatamente. “Come Parlamento sono state incardinate delle proposte di legge. Quella della maggioranza sostiene la mozione già approvata che darà al governo e al ministro Giuli la delega per attuare una riforma sistemica”. Una risposta che vuol dire tutto e vuol dire niente. Anche se l’onorevole assicura che verranno ascoltate le parti in causa. La produzione nazionale che ha raggiunto nel 2025 una quota complessiva pari al 32,7% degli incassi e il 33,3% delle presenze grazie a oltre € 162.4 milioni d’incasso e 22.7 milioni di biglietti venduti. Si tratta del migliore risultato dal 2016 sia in valore assoluto che percentuale, superiore in termini di quota anche alla media del decennio 2010-2019 (26,2% incassi; 27,1% presenze), raggiunto grazie ad una crescita costante durante l’anno e che superava già il 29% delle presenze totali a metà dicembre, prima dell’uscita in sala dei film delle feste, tra cui, in particolare, Buen Camino.

2025: incassi per 496.5 milioni di euro e 68.3 milioni di biglietti venduti

Il 2025 è stato un anno che ha chiuso in netta aderenza al 2024. Gli incassi sono cresciuti, arrivando a oltre 496.5 milioni di € per un numero di presenze pari a circa 68.3 milioni di biglietti venduti. Si tratta di un risultato in linea sia con l’anno precedente (+0,5% incassi; -2% presenze) che con il 2023 (+0,2% incassi; -3,2% presenze). L’andamento mensile del 2025 vede 6 mesi su 12 capaci di portare incassi superiori a quelli del 2024. C’è stata una flessione nel periodo estivo. Ma il dato importante, letto nel suo insieme, è il consolidamento del periodo giugno-agosto che rimane al di sopra della media del periodo 2017-2019. 3 mesi su 12 nel 2025 sono superiori alla media del 2017-2019.

I prezzi

Il prezzo medio del biglietto nel 2025 è maggiore rispetto al 2024: 7,3 euro contro i 7,1 dell’anno scorso. In questo senso, il rimodernamento dei cinema ha inciso sui costi dei biglietti e sul pubblico: a parità di titolo sceglie la sala più moderna e confortevole. Le uscite del secondo e del terzo capitolo di Avatar, in 3D (che ha un costo del biglietto maggiorato) ha inciso nel 2025 come nel 2022 e nel 2025.

I mercati a confronto

Una delle cose interessanti del rapporto Cinetel è il confronto tra i vari mercati. A maggior ragione oggi che vi stiamo raccontando come la produzione italiana stia tenendo in piedi il settore. La quota dei film nazionali sul totale dei film distribuiti è il 32,7% in Italia, contro il 37,7% in Francia, il 25% in Germania, il 18,9% in Gran Bretagna. In confronto all’anno precedente, in termini di presenze, l’Italia tiene, la Francia è in calo (-13,6% di presenze), come la Spagna (-5% di incassi e -8,4% di presenze). Il mercato inglese tiene grazie a produzioni nazionali e properties intellettuali importanti, come Bridget Jones e Wicked.

Quali sono stati i film più visti?

Sul titolo al numero uno la risposta la sapete. Ma è il caso di vedere i primi dieci, perché ci sono 4 titoli italiani.  Il primo incasso assoluto è stato ottenuto da Buen Camino di Gennaro Nunziante (€ 36 milioni; 4.4 milioni di presenze), il ritorno in sala di Checco Zalone, seguito da Lilo & Stitch (€ 22.3mln; 3.1mln di presenze), Follemente (€ 17.9mln; 2.4mln di presenze), Avatar: fuoco e cenere (€ 17.3mln; 1.8mln di presenze) e Zootropolis 2 (€ 16.6mln; 2.1mln di presenze). Il primo incasso di produzione nazionale è stato registrato sempre da Buen Camino seguito da Follemente, + (€ 9.8mln; 1.3mln di presenze), Io sono la fine del mondo (€ 9.7mln; 1.2mln di presenze) e Oi vita mia (€ 8.5mln; 1.1 mln di presenze). Ricordiamo il grande successo di Diamanti di Ferzan Ozpetek: gli incassi qui sono solo quelli del 2025, ma una parte consistente di incassi riguarda anche il 2024 (uscì a dicembre). Tra i distributori, al primo posto non può che esserci la Disney con 107,5 milioni di euro.

Che pubblico va in sala?

Come evidenziato dai dati di CinExpert, il 2025 è stato caratterizzato in un quadro di sostanziale stabilità da un aumento numerico del pubblico più adulto (60+ anni; +26% rispetto al 2024; il primo importante incremento dalla pandemia) e dalla conferma dell’importanza del pubblico nella fascia tra i 15-24 anni, sempre superiore in termini di ingressi (+9%) alla media del triennio 2017-2019. Quest’ultima fascia rimane anche quest’anno la più importante in termini di biglietti venduti (22% del totale).

Cosa sappiamo delle sale?

È interessante un dato. Stanno tornando di moda i cinema monosala, quelli che si davano per spacciati. I cinema con un solo schermo segnano un +5,6% nell’incasso e un +4,6% nelle presenze. Funzionano anche le arene estive: +6,7% di incassi e +5,3% di presenze Sono in calo le multisala da 2 a 4 schermi (-3,2% incassi e -4,8% presenze) e quelle con più di otto schermi (-1% e -4,3%), tengono quelle da 5 a 7 schermi (+4,7% e +2,6%). Le “uscite evento” infrasettimanali rafforzano la presenza soprattutto nelle monosale, che in questo modo variano la programmazione.

Borgonzoni: “Cinema Revolution da rivedere e affinare”

Importante anche quest’anno la stagione estiva i cui risultati hanno confermato la domanda di cinema in sala da parte del pubblico nei mesi storicamente considerati più deboli grazie anche alle iniziative promozionali e di comunicazione (“Cinema Revolution” e “Cinema in Festa”) delle Istituzioni e dell’industria. Nonostante sia inferiore ai numeri del 2024, che grazie ai titoli dello scorso anno avevano permesso al nostro mercato di registrare il miglior trimestre giugno-agosto nella storia del box office, la stagione estiva 2025 ha comunque ottenuto il 12,1% in più d’incassi e lo 0,8% in più di presenze rispetto alla media del triennio 2017-2019. Di Cinema Revolution ha parlato anche Lucia Borgonzoni, Sottosegretario di Stato, Ministero della Cultura. “Cinema Revolution, su cui abbiamo creduto tanto, ha funzionato e continua a funzionare” ha detto. “È uno strumento che dobbiamo rivedere, affinare, a cui dobbiamo dare una spinta nuova. Non esistono periodi in cui la gente non vuole andare in sala. Dobbiamo trovare il modo giusto per comunicare e far capire che c’è un buon prodotto. Quando c’è la sala si riempie”. “Per noi governo le sale sono presidi sociali e culturali, al di là dei numeri sulle persone che le occupano. Continueremo a investire nelle sale. Non smetteremo mai”.

di Maurizio Ermisino