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Checco Zalone, una lezione per il marketing che crede apparire costantemente funzioni

Il comico barese, e tutta la squadra, infatti, hanno saputo fare tesoro di un’assenza di 5 anni, trasformandola in attesa. Checco Zalone non è uno che appare continuamente sui social o in tv e non rilascia molte dichiarazioni o interviste, eppure se sei memorabile nessuno ti dimentica

L’annunciazione ve l’avevamo data su queste pagine il 22 dicembre. Il 25, il giorno di Natale, sarebbe nato il Salvatore del cinema italiano. E così è stato. Buen Camino è il film campione di incassi delle feste, e non solo. Il nuovo di Checco Zalone ha a ieri, 7 gennaio, sfiorato i 59.000.000 euro (58.896.398 euro), con 7.297.399 presenze nelle sale e una quota di mercato del 65,8%, ossia oltre sei spettatori su dieci, tra quanti hanno scelto di andare al cinema, hanno visto Buen Camino. In soli 13 giorni di programmazione il film diretto da Gennaro Nunziante e distribuito da Medusa Film, si conferma uno dei maggiori successi italiani di sempre al box office, preceduto soltanto da Quo vado?, sempre della coppia Zalone-Nunziante. Così come bene era andato pure Tolo Tolo, tanto da lasciare immaginare come replicare quei numeri, in un contesto segnato dal cambiamento delle abitudini del pubblico, non fosse affatto scontato. E invece ecco un nuovo exploit, confermando come alcuni personaggi sfuggano a previsioni, statistiche, giudizi critici e persino alle stime degli addetti ai lavori.

Il terzo maggior incasso della storia del cinema italiano

Buen Camino, a oggi, è già il film con il terzo maggiore incasso di sempre nella storia del cinema italiano dopo Avatar (68.600.000 euro) e Quo Vado? (65.300.000 euro). E non è affatto impossibile che possa superare i risultati dei film precedenti. Non solo ha dominato le presenze in sala in tutte le regioni d’Italia, dal Nord al Sud, ma ha anche avuto un impatto unico sul mercato cinematografico nazionale, con boom di presenze, prenotazioni sold-out e performance record.

Un grande risultato per tutto il cinema

Un exploit che non può non fare piacere a chiunque ami il cinema. Perché non si tratta di fare il tifo pro o contro, nè di giudicare la qualità (cosa che, a suo tempo, abbiamo fatto), o di preferire un certo tipo di cinema a un altro, il punto è che fenomeni come Checco Zalone permettono a case di produzione e sale di restare aperte, di investire, di rimodernarsi e di produrre e proiettare altri film, di tutti i generi e per tutti i gusti. Senza togliere l’occasione di tornare ad affascinare quel pubblico che è tornato in sala dopo tempo proprio grazie a questo evento e che magari sarà portato a ripetere l’esperienza, testando la magia e la superiorità del grande schermo rispetto alla visione in streming.

Il miglior risultato di sempre il giorno di Natale

Nel suo primo giorno di programmazione, giovedì 25 dicembre, Buen Camino ha incassato 5.671.922 euro, registrando il miglior risultato di sempre in Italia per un film uscito a Natale (il precedente record apparteneva a Natale a New York, con 3.045.296 euro nel 2006). Con una quota di mercato del 78,8% il film ha riportato il botteghino italiano a livelli che non si registravano dal 2011. Era da 14 anni che, nel giorno di Natale, il mercato cinematografico non superava i 7 milioni di euro d’incasso totali. Il 26 dicembre, Santo Stefano, Checco Zalone ha incassato quasi 8 milioni di euro e in soli due giorni ha sfiorato i 14 milioni di euro segnando uno dei migliori 26 dicembre di sempre, terzo risultato storico dopo il 2010 e il 2009, e superando persino il concorrente internazionale Avatar – Fuoco e Cenere. Nel primo weekend di programmazione il film ha totalizzato quasi 27 milioni di euro in quattro giorni ed è diventato la migliore apertura di sempre in Italia per un film uscito nel periodo natalizio.

Il terzo a Capodanno

Con un incasso di oltre 5 milioni di euro, portando il totale a oltre 41 milioni di euro con più di 5 milioni di spettatori. È stato il terzo miglior risultato di sempre per un film nel primo giorno dell’anno. Un record che ha visto Zalone competere contro sè stesso, visto che davanti a “Buen Camino” si collocano solo ToloTolo con 8.887.696 euro e Quo Vado? con 7.360.192 euro. Ma i due film erano usciti proprio a Capodanno e quindi erano stati favoriti dall’effetto novità e dall’enorme attesa che accompagna da sempre le novità del comico pugliese. Nella sua seconda settimana di programmazione, Buen Camino ha superato 53 milioni di euro di incasso totale e ha sorpassato i precedenti successi di Checco Zalone come Sole a Catinelle e Tolo Tolo.

Ma com’è il film di Checco Zalone?

Come dicevamo, Checco Zalone, al secolo Luca Medici, è un fuoriclasse del botteghino che fa storia a sé. Per lui non valgono categorie, classificazioni e, soprattutto, non conta la critica. Come vi avevamo raccontato il giorno dell’anteprima del film, Buen Camino non è il suo film migliore e vede in scena in Checco un po’ addolcito, imborghesito, privo della solita cattiveria e del politicamente scorretto, che non porta fino in fondo, anche – e questo va detto – per esigenze di sceneggiatura che vogliono una conversione (improvvisa, molto improvvisa) del suo personaggio. Buen Camino è un film che non fa male a nessuno, che piace a destra e a sinistra, che lancia qualche stilettata anche sul presente, ma lo fa in modo da non scontentare e non creare problemi.

Quali sono le ragioni di tanto successo?

Comunque vada sarà un successo. Come diceva Piero Chiambretti a un vecchio Sanremo, con Checco Zalone è sempre così. Se il passaparola in qualche modo aveva “frenato” (è strano usare questo termine per un film che ha incassato moltissimo, anche se meno del precedente) l’escalation di Tolo Tolo, film che toccava corde politiche non facili e che, a detta di tutti, faceva meno ridere dei precedenti, qui nessuno ha obiettato e il film sta scalando ogni record. Le ragioni del successo sono molte. Al di là dello stile unico del comico, che riesce ogni volta a far ridere e pensare, ribaltando sempre lo stereotipo e il punto di vista (ma siamo convinti che una parte del suo pubblico non capisca il gioco fino in fondo), Checco Zalone ormai è diventato un brand che si vende da solo (e sarebbe interessante capire come opera il marketing di un film in casi come questo). Ha occupato il vuoto lasciato dal vecchio “Cinepanettone” – che non funzionava più come prima, ma la cui assenza si è sentita negli ultimi anni – ed è diventato a tutti gli effetti il nome dei film di Natale, e delle feste in generale. Zalone, e chi lavora con lui, ha saputo fare tesoro di un’assenza di 5 anni e trasformarla in attesa: Luca Medici non è uno che appare continuamente sui social o in tv – in questi anni ha fatto un tour teatrale che è stato poi trasmesso in streaming su Netflix – non rilascia continuamente dichiarazioni o interviste. È uno che va controcorrente rispetto a un mondo in cui si crede che si debba apparire in continuazione per funzionare. Un ultimo fattore è stata la mancata controprogrammazione: a parte Avatar, uscito comunque prima, si è deciso di lasciare il campo libero al comico barese, di far uscire pochi film, e nessuno di quel genere, in quei giorni. È stato giusto far lanciare in corsa il campione, con la speranza che faccia da apripista ai prossimi film che usciranno in sala. E che meriteranno di essere visti.

di Maurizio Ermisino