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Chanel moltiplica Margot Robbie, Michel Gondry firma la campagna che reinterpreta un cult pop

Un omaggio a Come Into My World di Kylie Minogue diventa il linguaggio visivo della nuova Chanel 25: tra loop, icone e quotidianità contemporanea

Più Margot Robbie, più Chanel. È attorno a questa idea che prende forma la nuova campagna della maison francese, che affida a Michel Gondry la regia del film dedicato alla Chanel 25, trasformando un accessorio in un racconto visivo che attraversa tempo, memoria e cultura pop.

Il risultato è un gioco di duplicazioni, ritmo e riconoscibilità immediata, costruito come un omaggio dichiarato a ‘Come Into My World’, il videoclip diretto dallo stesso Gondry per Kylie Minogue nei primi anni Duemila. Un riferimento che non è solo estetico, ma diventa la chiave per leggere l’intera operazione.

Un loop che attraversa moda e cultura pop

Nel film, Margot Robbie attraversa una strada parigina che si moltiplica insieme a lei. Ogni passaggio genera una nuova versione del personaggio, in una coreografia urbana fatta di micro-movimenti quotidiani e styling impeccabile. Il meccanismo è lo stesso che aveva reso celebre il video originale di Minogue: un loop continuo che trasforma la ripetizione in narrazione.

Qui però il linguaggio si aggiorna, diventando più morbido, più lifestyle, perfettamente coerente con l’estetica contemporanea di Chanel. A rafforzare il ponte tra passato e presente, compare anche la stessa Kylie Minogue, in un cameo che funziona come firma autoriale e citazione esplicita. Un dettaglio che aggiunge profondità al racconto e lo rende immediatamente riconoscibile.

La Chanel 25 tra funzionalità e stile

Al centro della scena, naturalmente, c’è la Chanel 25. La borsa viene mostrata in diverse varianti, accompagnando le diverse ‘versioni’ di Robbie lungo il percorso. Più che oggetto aspirazionale distante, diventa elemento integrato nella quotidianità: pratica, versatile, pensata per muoversi dentro la complessità della vita contemporanea.

Un posizionamento che riflette anche la visione creativa di Matthieu Blazy, che spinge il brand verso un’eleganza più rilassata e concreta. Il guardaroba – tra tweed destrutturati, canotte bianche e denim ampi – contribuisce a costruire questa dimensione accessibile, senza rinunciare ai codici distintivi della maison.

Parigi ricreata, immaginario autentico

Anche l’ambientazione gioca un ruolo chiave. La Parigi che vediamo non è reale, ma ricostruita in studio a Los Angeles. Eppure funziona perfettamente: non cerca il realismo, ma l’immaginario. È una città mentale, quasi cinematografica, dove tutto può ripetersi, duplicarsi e trasformarsi. Un palcoscenico ideale per il linguaggio di Gondry, che ancora una volta dimostra la sua capacità di rendere visivo ciò che è concettuale.

Un nuovo linguaggio visivo per Chanel

Dopo il film realizzato per il Métiers d’Art, questa campagna segna un ulteriore passo nella costruzione di un nuovo linguaggio per Chanel. Un linguaggio che resta fedele ai propri codici, ma li rilegge attraverso strumenti contemporanei: ritmo, citazione, contaminazione. La moltiplicazione di Margot Robbie non è solo un espediente visivo, ma diventa metafora di una femminilità plurale, dinamica, in movimento.

E la moda, ancora una volta, si conferma capace di dialogare con cinema, musica e memoria collettiva. Con un’operazione che non si limita a celebrare il passato, ma lo riattiva, trasformandolo in qualcosa di nuovo.