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Cayenne chiude a +4% il 2015 e punta a migliorare il rapporto tra pensiero ed esecutività

L’agenzia di comunicazione integrata guidata da Peter Michael Grosser (nella foto) archivia il 2015 con un fatturato di 5.5 milioni di euro in crescita del 4% rispetto all’anno precedente.

La perdita di We Bank, inglobata da BPM, è stata infatti più che compensata dalle acquisizioni di Touring Club, A2A, Penny Market e dal progetto realizzato per Openjobmetis.

L’utile, per contro, è sceso rispetto al 10% del 2014 in quanto l’agenzia ha deciso di investire sui reparti: strategia, social ed It.

Il reparto strategico è ora composto da 5 professionisti: 2 planner senior – entrambi partner dell’agenzia – 1 planner junior, 1 digital e social strategist ed 1 digital media strategist.

Inoltre sono arrivati una nuova coppia creativa senior, 2 community manager e 4 back end developer.

Le previsioni per il 2016 sono positive, tant’è che già alla fine del primo trimestre il fatturato tendenziale è in crescita del 5%.

Anche il media è stato rafforzato grazie all’arrivo di Geotag – società specializzata in pianificazione digitale e geo-localizzata – che ha assorbito i clienti e le attività media di Cayenne.

Afferma Grosser nella nota: “Nel nostro settore le agenzie hanno mediamente un fatturato per dipendente sotto i 100 mila euro, di gran lunga inferiore, per esempio, alle società di consulting e ciò è dovuto al fatto che praticamente non ci viene più pagata l’idea in sé ma solo la sua esecuzione. Il rafforzamento del nostro reparto strategico è proprio legato all’obiettivo di riuscire a valorizzare sotto il profilo economico anche solo la parte di pensiero. Un obiettivo ambizioso, poiché è difficile andare contro le logiche del mercato, ma che nel nostro piccolo sta dando buoni frutti”.