“Ho bisogno di latte scaduto, confusione, bambini, vita”. È l’esclamazione di un’amica di Bridget Jones nel momento in cui mette piede a casa sua. È la vita reale, bellezza. In Bridget Jones – Un amore di ragazzo, quarto episodio della saga dell’eroina creata da Helen Fielding, al cinema da oggi giovedì 27 febbraio, ritroviamo Bridget Jones dopo un po’ di tempo che non la vedevamo. Ora è mamma, di due splendidi – e impegnativi – bambini. È ancora scombinata, come quando era trentenne ed era single. E, per un assurdo caso del destino, Bridget è di nuovo single. Con l’uscita di oggi si chiude un febbraio che è stato il mese dell’amore. Per una strategia piuttosto chiara, i film di San Valentino – tranne qualche anteprima il 14 stesso, come per questo – non sono usciti nel weekend dedicato per non scontrarsi con Sanremo. Per cui Lucky Red ha fatto uscire la sua commedia romantica We Live In Time – Tutto il tempo che abbiamo il 6 febbraio, e 01 Distribution ha lanciato il suo blockbuster Follemente il 20 febbraio. Ora arriva il nuovo film di Bridget Jones a chiudere il mese.
Il tempo è passato
È passato per noi, e anche per lei. Era il 2001 quando uscì il Diario di Bridget Jones, tratto dal romanzo di successo di Helen Fieling. Siamo arrivati al 2025, passando da Che pasticcio Bridget Jones e Bridget Jones’ Baby. Abbiamo visto crescere la nostra eroina in tempo reale, assieme all’età della sua protagonista, Renée Zellweger, come cresceva Antoine Doinel insieme Jean-Pierre Léaud nei film di Truffaut, e come Jessie e Celine insieme a Ethan Hawke e Julie Delpy nella trilogia “Before” di Richard Linklater. Ora è il momento di Bridget Jones – Un amore di ragazzo (Bridget Jones – Mad About The Boy). È una storia che racconta una Bridget Jones più matura, anche se in fondo è sempre lei. “A ogni capitolo cerchiamo di capire cosa la vita riservi a Bridget” ha spiegato l’attrice nella conferenza stampa di Roma. “Di come si prende cura di se stessa e dei suoi valori. In cosa cambia e in cosa rimane uguale. Credo che Bridget sia più misurata, che stia cercando di capire come i suoi valori siano cambiati e che stia guardando la vita da una diversa prospettiva, attraverso il prisma della perdita e della genitorialità. E sa che quello che dipende dalle conseguenze delle sue decisioni ora è diverso. Ma l’essenza di Bridget è la stessa: il suo calore, la sua gentilezza, la sua speranza, il suo lato romantico sono ancora lì”.
Vivere da single
Cercare l’amore a 50 anni è diverso che farlo a 30. Ad esempio, come si usa Tinder, se finora non ci avevi mai fatto ricorso? E quelle relazioni virtuali, poi, diventano reali? O forse “è come nei romanzi di Jane Austen, quando si scrivevano per mesi e poi si sposavano”. In questa storia tutto cambia quando Bridget, maldestramente bloccata su un albero con i suoi bambini, incontra un guardia parco, Roxby. È giovane, bello, biondo. Bridget Jones ritorna alla vita, all’amore, al suo vecchio lavoro. È ancora grado di dire la sua anche come produttrice televisiva. Certo, è ancora abbonata alla gaffe, alla figuraccia, a certe pose poco eleganti, ad essere inopportuna. “Fergie? La Duchessa o quella dei Black Eyed Peas?” chiede a una collega che nomina la Duchessa di York, Sarah Ferguson.
È sempre Briget Jones
Maldestra, certo, Ma allo stesso tempo è ancora irresistibile, empatica, travolgente. Ed estremamente sexy. Bridget ha una sua magia. “Credo lei sia qualcuno in grado di ispirare” ci spiega Renée Zellweger. “Perché non importa quanto sia difficile, quanto si senta imperfetta, o quanto grande sia il gap tra lei – o la percezione che ha di sé – e il paradigma della società sulla bellezza e il successo. Lei trionfa. E non molla mai. E credo che in questo modo ci faccia sentire capiti e ci dia speranza”.
Una romantica senza speranza
Se Bridget Jones è così sexy e irresistibile il merito è anche di Renée Zellweger. Che ormai non ha bisogno di mettere su tanti chili per entrare nel personaggio. Le basta un tocco, un tic, un’espressione, tanto Bridget fa parte di lei. “Posso capire la sua relazione complicata con le tempistiche” spiega a proposito dei tratti in comune con il suo personaggio. “E credo che o nuoti o anneghi quando ti trovi in situazioni inaspettate, nei momenti più inopportuni. E anche il fatto di essere una romantica senza speranza”. L’attrice, nei panni di Bridget Jones, ha sempre quel modo unico di increspare le labbra, e anche quel modo tutto suo di ridere con gli occhi, stringendoli e facendoli diventare due fessure luminose, come se fosse un fumetto.
Il miglior film della saga insieme al primo
Bridget Jones – Un amore di ragazzo è una di quelle commedie british al 100%, girate in una Londra incantevole e con una sceneggiatura a prova di bomba, dove ogni battuta è una stilettata, che ti fa ridere, pensare, o cambiare lo scenario del film. È una commedia diversa dalle altre: dolceamara, più riflessiva, più intensa. Tra i quattro film della saga è quello che insieme al primo ha più senso. “È un film che abbiamo fatto non solo per farlo ma perché c’era un motivo” spiega Renée Zellweger. “Perché rimanesse vero doveva esserci un’evoluzione nel racconto. Non potevamo raccontare la stessa storia nello stesso modo nel corso di 25 anni e pensare che la gente sentisse che questo personaggio e il suo mondo fossero cambiati in tempo reale. In questo capitolo c’è un’autentica rappresentazione di una persona alle prese con le sfide più importanti della sua vita. Non possiamo arrivare a questa età senza conoscere la perdita e il dolore. E non siamo più gli stessi, ma cerchiamo la speranza”.
È il capitolo finale della saga di Bridget Jones
Anche se Reneeè Zellweger dice che forse un giorno, incrociando le dita, darà un colpetto sulla spalla di Helen Fielding per chiederle di far tornare Bridget, e chissà. Dalle sue parole, e dell’affetto che si percepiva nell’incontro a Roma, abbiamo capito quanto amore ci sia per lei e la sua Bridget Jones. Ci sono ragazze che si identificavano con la Bridget trentenne e ora lo fanno con la Jones mamma. E l’attrice ammette che quel personaggio ormai fa parte del suo subconscio e di parlare ogni giorno di lei con la gente. “Il talento di Helen Fielding è quello di far sentire queste esperienze universali, al di là dei Paesi e delle generazioni. È un’esperienza così inusuale quella di attraversare la vita e condividere i suoi ostacoli, i momenti difficili, quei momenti così umani di incertezza. E trovare un ottimismo, una voce intuitiva che ti faccia capire che cos’è per te la felicità. E questo in tempo reale”. È un personaggio che funziona ad ogni età, perché non ha importanza quando scopri Bridget Jones nella tua vita: in ogni capitolo c’è un momento importante, un’evoluzione. L’identificazione tra l’attrice e il personaggio è tanta che, alla conferenza stampa, la vincitrice di un concorso fa una domanda direttamente a Bridget Jones. Che cosa direbbe oggi alla giovane Bridget? La risposta è “Andrà tutto bene”. “It’s all gonna be ok”.
di Maurizio Ermisino