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BlowUpFilm 2.0: per un 2016 pink. Ma pure giovane. Focalizzato su new relation e new talent. Servendo al mercato quale ‘rete di sicurezza’ e laboratorio creativo. Insomma, non ci saranno più scuse per chi non ‘osa’

Anche perché, come ascolterete dalle parole di Desirée Castelli, executive producer nonché partner BlowUpFilm, sostenute dai contributi di Barbara Vidili, storica producer della cdp, e di Eva Charpentier, producer di recente acquisizione, impegnata nel rapporto con le agenzie e nella scoperta dei nuovi talenti francesi, a dare sicurezza ci sarà sempre tutta la professionalità e l’esperienza di chi questo mestiere lo conosce a menadito.

Non a caso, l’anno in corso per BlowUpFilm si conclude con in portafoglio ben due telco, Wind e H3G, l’acquisizione di nuovi clienti, vedi Mondelez, e cinque gare aperte, dimostrando ancora una volta la capacità di competere ad alto livello nel comparto delle produzioni tradizionali (valgono oggi l’80% del fatturato, il 60% in termini di numero di progetti realizzati). Portando a esempio l’ultima campagna H3G con Raoul Bova diretta da Carlo A. Sigon.

Eppure c’è tutto un mondo che si muove intorno, meglio sotto, a lato, e che ha bisogno di mentori per essere portato alla ribalta. Sapendo guardare oltre le showreel, perché per molti giovani registi sarebbe limitante.

Obiettivo relazioni, lanciando il format #BlowUpBreakfast. Insomma, colazioni organizzate ad hoc con registi, creativi di agenzia, clienti, giornalisti. E poi, complice la partecipazione di Desiree Castelli all’evento ‘Gira poca Figa’ a IF!, grande attenzione alle donne. Di più. In ogni progetto si vorrà sempre presentare almeno una regista.

Tanto che a inaugurare il ciclo delle #BlowUpBreakfast sarà Valentina Be che, assieme a Serena Corvaglia ha voluto e realizzato che sul palco del Festival della Creatività 2015 si iniziasse a parlare di regia al femminile. Peraltro, BlowUpFilm con lei ha girato il progetto Heineken Apericyclo e la candid camera Wind con la regia di Marco Bellinibene esemplificano nuove frontiere per la comunicazione video. Oltre allo spot.

Chiudiamo, infatti, con il ricordare che oggi dei 7 miliardi degli investimenti in comunicazione italiani il 70% va in video. E che, invece, su 100 film prodotti, solo 7 hanno una regia con la ‘LA’.