Dopo le forzature degli anni passati pro woman power, infatti, riteniamo che la miglior evoluzione dovrebbe parlare integrato. Fermo restando che per l’85% delle intervistate, quindi per la grande maggioranza, servono ancora azioni concrete per aumentare quell’8% di board solo femminili. Entriamo allora nel merito dei dati dell’ Annual Index 2025, pubblicato da Global Women in PR (GWPR) in collaborazione con Opinium Research.
Lo studio
Condotto tra luglio e settembre 2025 su oltre 550 professioniste senior in più di 20 Paesi, come detto evidenzia variazioni in termini di leadership, flessibilità e inclusione. Non solo la quota di consigli di amministrazione delle società di comunicazione composti prevalentemente da uomini è scesa dal 61% del 2024 al 51%, i board con una distribuzione paritaria sono saliti al 29%, mentre però quelli interamente femminili restano all’8%. Sul fronte delle modalità di lavoro il 74% delle professioniste europee considera importante la possibilità di lavorare da remoto almeno un giorno a settimana e il 66% afferma che la propria azienda ha un approccio positivo verso pratiche flessibili.“Il settore delle PR sta cambiando, ma serve continuità nell’impegno. La flessibilità è tornata, ma la leadership femminile richiede ancora interventi mirati per garantire un equilibrio reale ai vertici”, commenta Carola Salvato, Co-founder e Presidente di GWPR.
I problemi da risolvere
Due donne su cinque hanno affrontato una pausa di carriera, principalmente per motivi di maternità, ma oltre la metà delle aziende di comunicazione non offre programmi di reinserimento. Il 53% delle professioniste dichiara di aver subito comportamenti inappropriati sul lavoro. Le segnalazioni sono aumentate al 47%, ma nel 38% dei casi non è stata intrapresa alcuna azione. Inoltre, il 20% delle aziende ha rimosso riferimenti alla Diversity & Inclusion dalle proprie comunicazioni.
Mettersi in proprio
Il GWPR Annual Index quest’anno evidenzia anche la tendenza crescente di donne che lasciano il lavoro tradizionale per avviare una propria consulenza. Una professionista delle Pr su sette prevede di aprire la propria agenzia prima dei 50 anni, riflettendo sia lo spirito imprenditoriale sia la frustrazione per la lentezza dei progressi aziendali.