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AXA accende i riflettori sul rugby femminile con una campagna globale che ispira le nuove generazioni

Con AXA e Publicis Conseil, il rugby femminile in Francia diventa simbolo di cambiamento culturale e sociale: tra visibilità, role model e un film potente lanciato durante il Sei Nazioni

C’è un momento in cui una crescita smette di essere solo numerica e diventa culturale. È esattamente quello che sta accadendo al rugby femminile in Francia, dove AXA ha scelto di giocare una partita decisiva: diventare il primo brand partner dell’intero ecosistema del rugby femminile, dall’amatoriale fino alla nazionale.

Dal 2025, il gruppo assicurativo è infatti Official Insurer della nazionale e title partner del campionato ‘AXA Elite 1’, consolidando una presenza che non si limita alla sponsorship, ma si traduce in una presa di posizione strategica: investire su uno sport in piena evoluzione per accelerarne il cambiamento.

Visibilità come leva di partecipazione

Oggi il rugby femminile attira pubblico, genera entusiasmo e conquista spazio nei palinsesti televisivi. Ma per trasformare questo slancio in un movimento duraturo, resta una condizione imprescindibile: la visibilità. Secondo uno studio Sporsora del 2024, l’89% dei francesi riconosce il ruolo determinante dei modelli positivi nell’avvicinare le ragazze allo sport.

Da qui nasce una convinzione condivisa anche dalla Fédération Française de Rugby: senza visibilità non ci sono vocazioni, e senza vocazioni non c’è partecipazione. Le giocatrici della nazionale francese diventano così molto più che atlete: incarnano un cambiamento profondo, capace di ridefinire l’immaginario dello sport e il ruolo delle donne nella società.

‘Nothing stops women’s rugby’: il film che racconta una lotta

Il cuore della campagna firmata Publicis Conseil è un film da tre minuti, lanciato in occasione del torneo Women’s Six Nations Championship e trasmesso su France TV. La narrazione si muove su due piani temporali. Da un lato, gli anni ’70: una riunione caricaturale di uomini in giacca e cravatta che, tra argomentazioni surreali, cercano di impedire alle donne di giocare a rugby. Dall’altro, il presente: allenamenti intensi, performance atletiche, sacrifici quotidiani e la gestione di stereotipi ancora persistenti. Il contrasto è netto e volutamente simbolico. Perché, nonostante tutto, le giocatrici avanzano. Resistono. E soprattutto, aprono la strada. Il racconto si completa con un passaggio chiave: quello del testimone. Le bambine guardano, si riconoscono, iniziano a giocare. È qui che la visibilità si trasforma in possibilità.

Un ecosistema di comunicazione integrato

La campagna vive attraverso un piano media articolato, gestito da Wavemaker, attivo dall’11 aprile al 17 maggio. Al centro, il film evento trasmesso in prime time, affiancato da versioni da 30 secondi on air durante il Sei Nazioni. A questo si aggiungono le sponsorizzazioni su France TV, con formati dedicati prima e dopo le partite, e una massiccia presenza out-of-home nelle stazioni e negli spazi pubblici. Un ecosistema pensato per massimizzare la portata del messaggio: sostenere le donne ‘su ogni campo’, dallo sport alla salute, fino alla dimensione sociale.

Oltre la campagna: un impegno strutturale

La comunicazione è solo una parte di un progetto più ampio. Con l’iniziativa ‘Women on the Field’, AXA si impegna a fornire attrezzature complete a 50 club amatoriali femminili a partire da settembre 2026. Un intervento concreto che rafforza il messaggio della campagna: il futuro del rugby si costruisce oggi, creando le condizioni perché sempre più donne possano accedere allo sport, restarci e crescere.