Ancora, influencer coinvolti con la stessa logica di riservatezza e, a Colonia, un grande cartellone con una scena invernale pixelata e un QR code che invita a ‘scoprire, ma con discrezione’. Il tutto per combattere il fenomeno dell’overturism, che diventa circolo vizioso che danneggia le località sovraffollate, peggiora l’esperienza dei viaggiatori e genera uno sviluppo economico disomogeneo, concentrando benefici e pressioni sempre sugli stessi luoghi. Geniale quindi l’uso qui fatto della pubblicità, che pur svolgendo il suo ruolo in termini di awareness, timbra di esclusività il rapporto dell’Austria con ogni visitatore.
Insomma In un’epoca in cui la visibilità è tutto e ogni esperienza sembra esistere solo se condivisa, si va in un’altra direzione. Per accedere alle località invernali meno conosciute, ai luoghi fuori mappa, ai consigli custoditi dai residenti, ai visitatori viene con ironia chiesto di firmare un accordo di non divulgazione. Un NDA che ovviamente non ha alcun valore legale, ma peso simbolico, e che apre un archivio di oltre 120 suggerimenti segreti: comprensori sciistici più tranquilli, panorami incontaminati, terme poco note, rifugi di montagna lontani dai circuiti più battuti.