Gli incidenti informatici si confermano il principale rischio per le imprese a livello globale anche nel 2026. È quanto emerge dall’ultima edizione dell’Allianz Risk Barometer, la classifica annuale dei rischi aziendali realizzata da Allianz Commercial insieme ad altre società del Gruppo Allianz. L’indagine, giunta alla 15a edizione, raccoglie le opinioni di 3.338 esperti in tutto il mondo, tra amministratori delegati, risk manager, broker ed esperti assicurativi.
Dopo un 2025 segnato da attacchi informatici di grande risonanza, il cyber risk raggiunge il punteggio più alto di sempre, indicato dal 42% dei rispondenti, e si posiziona al primo posto in tutte le regioni del mondo.
Un rischio globale che colpisce soprattutto le PMI
La centralità dei rischi informatici riflette la crescente dipendenza delle aziende dalle tecnologie digitali, in un contesto in cui le minacce cyber evolvono rapidamente, anche a causa delle tensioni geopolitiche e delle nuove complessità normative. Gli attacchi recenti dimostrano che nessuna organizzazione è al riparo, indipendentemente dalla dimensione.
A essere particolarmente esposte sono le piccole e medie imprese, spesso prive di risorse dedicate alla sicurezza informatica e quindi più vulnerabili a interruzioni operative, furti di dati e danni reputazionali.
AI: il rischio che cresce più rapidamente
La vera novità dell’edizione 2026 è l’ingresso dell’intelligenza artificiale tra i principali rischi aziendali globali. L’IA balza dal 10° al 2° posto in un solo anno, diventando il rischio in maggiore crescita. La sua rapida adozione e l’integrazione sempre più profonda nei processi aziendali la rendono una fonte complessa di rischi operativi, legali e reputazionali.
Nonostante le preoccupazioni, il giudizio delle imprese resta diviso: quasi la metà degli intervistati ritiene che l’IA porterà più benefici che rischi al proprio settore, mentre circa un quinto esprime una valutazione opposta.
La diffusione di sistemi di AI generativa e agentica, sempre più utilizzati in contesti reali, ha accresciuto la consapevolezza dei potenziali impatti in termini di responsabilità, governance e controllo. I rischi legati all’IA risultano in crescita in tutte le regioni del mondo e per aziende di ogni dimensione, entrando stabilmente nella top three per grandi, medie e piccole imprese.
Cambia la mappa dei rischi globali
Nel 2026, per la prima volta, l’interruzione dell’attività esce dalle prime due posizioni della classifica globale, scendendo al 3° posto. Resta comunque una minaccia significativa, spesso conseguenza diretta di altri rischi presenti nella top 10, come cyber attacchi o eventi geopolitici.
Le catastrofi naturali arretrano al 5° posto, complice una stagione degli uragani relativamente tranquilla nel 2025 e l’assenza di eventi atmosferici di grande impatto economico. Al contrario, crescono le preoccupazioni legate ai rischi politici, che salgono dal 9° al 7° posto, spinte dall’aumento della volatilità geopolitica e dei conflitti internazionali.

Il quadro italiano: cyber, continuità operativa e clima
In Italia, la classifica presenta alcune specificità. I rischi informatici si confermano al primo posto, seguiti dall’interruzione dell’attività e dai cambiamenti climatici, che mantengono il terzo gradino del podio.
L’intelligenza artificiale registra il balzo più significativo, salendo dal 9° al 4° posto, mentre le catastrofi naturaliscivolano al quinto. Restano centrali i temi normativi, con i cambiamenti legislativi al sesto posto, mentre i rischi politiciperdono terreno.
Entrano per la prima volta nella top 10 italiana due nuove voci: gli sviluppi dello scenario macroeconomico e biodiversità e natura, a conferma di una crescente attenzione verso fattori sistemici e ambientali. A pari merito al nono posto si collocano anche gli sviluppi del mercato.
“I risultati della classifica segnalano un cambiamento nelle preoccupazioni delle aziende con l’interruzione dell’attività che supera le catastrofi naturali, scese al 5° posto in assenza di eventi significativi, riportando così l’attenzione verso la continuità operativa. L’attenzione alle tematiche ambientali e ai problemi ad esse connessi rimane in cima ai pensieri degli imprenditori che devono quotidianamente fare i conti con le sfide poste da un clima profondamente mutato”, commenta Marco Vincenzi, Regional Managing Director Southern Europe di Allianz Commercial.