Interviste

Alberto Soldati: il nuovo talento sensoriale di ZeroTableTop

Regista e fotografo capace di trasformare ogni fotogramma in un viaggio sensoriale. Non usa l’AI. Dal percorso internazionale alle prime esperienze creative, un che unisce ossessione, arroganza giovanile e capacità di emozionare

Paolo Gandola, founder ZEROTABLETOP, lo dice sempre: mai smettere di sperimentare, mai smettere di cercare, coltivare e investire sui talenti. Oggi ci presenta Alberto Soldati. A dire il vero, più che guardare i suoi film, l’invito è a immergervi nei profumi e negli aromi dei viaggi sensoriali che sanno creare.

Il talento è raro

“Non nasce tutti i giorni. Intuirlo è essenziale. Se non senti la scintilla dentro chi hai davanti, forse è meglio lasciar perdere. Questo mestiere non è per chi cerca scorciatoie: che tu sia fotografo o regista, devi avere l’ossessione di andare a fondo, di diventare il numero uno. Quando Alberto è arrivato, la scintilla c’era. Oltre all’ossessione per il suo lavoro, aveva quell’arroganza giovanile che è già partire col piede giusto. Perché qui lavoriamo con l’ego: è il nostro motore. Imparare a gestirlo e trasformarlo in qualità è la vera sfida. Gli abbiamo dato la possibilità di sviluppare un progetto per Aperol, un’idea che già aveva nel cassetto, e così è iniziata la sua avventura con noi” racconta Gandola.

Chi è Alberto Soldati

Ha un percorso particolare: da contributor di piattaforme stock, lavorava clip per clip, senza immaginare il salto che lo avrebbe portato a raccontare storie per brand in maniera epica. Ha viaggiato, ha vissuto in Australia, nel Sud-Est asiatico, a Dublino, accumulando esperienze e visioni che oggi permeano ogni suo lavoro. Quando gli si propone un progetto, ci si tuffa senza esitazione. Ogni immagine per lui nasce dal sound e dalla scelta dei colori, pensata per stimolare non solo la mente, ma cuore e pancia. La sua è una sensorialità che trasforma il visivo in esperienza: tocchi, emozioni, memoria.