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Accademia Cappiello compie 70 anni. La formazione creativa riparte dai territori

Il compleanno è il 27 maggio e sarà festeggiato con una mostra aperta al pubblico. Fondata nel 1956 e legata alla figura del protagonista della modernizzazione del linguaggio pubblicitario Leonetto Cappiello, l’Accademia rappresenta una delle realtà più longeve nella formazione legata alla grafica

Da due anni è entrata a far parte di Hdemy Group, polo formativo nato a Verona nel 2010 che oggi riunisce diverse realtà attive nei settori della grafica, del design, della comunicazione e della moda. L’ingresso nel gruppo segna una nuova fase per la scuola fiorentina, mantenendo però intatta una caratteristica che Hdemy considera centrale: il legame tra formazione e identità dei territori.

Il posizionamento Hdemy Group

L’idea alla base del gruppo, guidato dal fondatore e presidente Nicola Pighi, è costruire una rete di accademie che non vengano uniformate in un unico modello didattico. Al contrario, le specificità culturali e produttive dei luoghi in cui operano diventano parte integrante dei percorsi formativi. Firenze, Verona e Milano, città in cui sono presenti le realtà del gruppo, rappresentano quindi contesti differenti, ciascuno con una propria tradizione progettuale e con un rapporto specifico con le filiere creative e industriali. Il gruppo ha formato oltre 3.500 studenti e coinvolge più di 100 docenti professionisti grazie a una struttura formativa articolata tra programmi triennali, percorsi post diploma e corsi postgraduate, con un sistema di crediti basato sugli standard europei ECTS. Accanto all’Accademia Cappiello, comprende anche NAD – Nuova Accademia del Design, attiva tra Verona e Milano nei campi dell’interior, del product e del fashion design.

Nicola Pighi, founder e Presidente Hdemy Group

“Non uniformiamo le nostre accademie, perché difendere storie e culture locali è una leva di innovazione”, spiega Pighi. “In questa prospettiva la formazione non viene intesa soltanto come preparazione tecnica, ma come uno spazio in cui il patrimonio culturale dei territori può essere trasmesso e reinterpretato, in un dialogo osmotico con il tessuto produttivo”.

Accademia Cappiello

All’interno di questo modello, la realtà fiorentina mantiene la propria vocazione storica legata alla grafica e alla comunicazione visiva, ma negli ultimi anni ha aggiornato il metodo didattico anche grazie all’integrazione nel gruppo. Secondo Stefano Mingaia, coordinatore accademico dell’accademia, il percorso formativo si fonda su un equilibrio tra tradizione progettuale e strumenti contemporanei: “All’inizio chiediamo agli studenti di lavorare obbligatoriamente sul disegno manuale. È il modo per costruire quel collegamento tra testa e mano che resta fondamentale per chi progetta. Solo dopo si passa agli strumenti digitali più avanzati”. La fase successiva del percorso è infatti dedicata ai software e all’uso delle tecnologie professionali, con aggiornamenti costanti sui programmi utilizzati.

Obiettivo, concretezza

Ossia preparare profili immediatamente spendibili nel mercato del lavoro, anche attraverso il dialogo con il tessuto produttivo. “Il 92% degli studenti dei corsi di grafica e interior design trova lavoro entro tre mesi dalla fine degli studi», sottolinea Mingaia.