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In occasione dell’on air della nuova campagna, youmark ha intervistato Coline Herné, Marketing Manager Uber.

La prima volta in comunicazione di Uber in Italia. Tempi maturi o bisogno di awareness e consenso?
“La nuova campagna, online da ieri, arriva in realtà in seguito a un altro progetto di comunicazione: si tratta di #IoStoconUber, lanciato ad aprile/maggio quando il nostro servizio UberBLACK stava per essere chiuso in Italia per un’ordinanza del Tribunale di Roma. In quell’occasione abbiamo voluto dare voce agli autisti partner, che hanno raccontato la loro storia e condiviso tutto ciò che rischiavano di perdere se Uber fosse stata chiusa. Ora i tempi sono cambiati: autisti e passeggeri restano sempre al centro, e i loro percorsi si intrecciano a quello dell’azienda, che è cresciuta e si sente più ‘adulta’. Vogliamo comunicare chi siamo e in cosa crediamo, e per questo abbiamo scelto una linea creativa che rappresenta perfettamente la nostra strada, dalla crescita all’apprendimento”.

Come è avvenuta la scelta di Stylum, gara o assegnazione diretta e che tipo di rapporto vorrete instaurare, mordi e fuggi o consulenza di lungo?
“Stylum ha ricevuto l’incarico tramite una consultazione avvenuta tra diverse agenzie, l’obiettivo è continuare a raccontare l’identità del brand in un’ottica di lungo periodo, che ci consenta di svelare l’identità della nostra azienda sia a chi non ci conosce sia a chi ci usa ogni giorno”.

Quanto è importante per un brand globale come il vostro comunicare locale, con partner locali?
“Siamo un brand globale, ma operiamo in modo differente da Paese a Paese e per questo, in ogni parte del mondo, i nostri utenti ci conoscono attraverso i servizi con cui siamo presenti e attivi, vedi UberX, UberBOAT, UberMOTO. La squadra Uber locale e i partner locali, quindi, sono fondamentali per studiare e implementare la comunicazione più in linea con gli utenti degli oltre 77 mercati in cui operiamo”.

Sul tavolo temi importanti: fiducia, umanizzazione, qualità del servizio. Insomma quanto le ultime diatribe europee vi hanno in negativo mosso quali ‘accuse’?
“Uber sta sicuramente intraprendendo un percorso di crescita che la nuova campagna pensata per il mercato italiano, in parte racconta. La campagna guida lo spettatore nel percorso che sta affrontando l’azienda, simile a quello di un bambino che cresce all’inseguimento di un sogno fino a ritrovarsi adulto, più maturo, ma pur sempre libero e felice di poter scegliere la propria strada.  Questo sogno di libertà di muoversi e di intraprendere è sempre esistito per Uber. Oggi vogliamo raccontarlo”.

Ha ancora senso parlare di low cost, insomma, il minor prezzo è ancora prerogativa cui ambire, o sul tavolo della sostenibilità dei business si giocano altri valori differenzianti?
“Siamo fortemente convinti che dare la possibilità alle persone di scegliere il servizio più vicino alle proprie esigenze sia fondamentale, e che questo rappresenti, per tutti, uno stimolo per migliorare e garantire un servizio di qualità. Più che di tariffe parliamo della libertà di potersi muovere in maniera facile e sicura. Il nostro obiettivo è rendere gli spostamenti facili come un clic e crediamo che siano gli utenti stessi, attraverso le loro esigenze, a definire quali siano le modalità migliori per farlo”.










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