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L’anno che si chiude e il nuovo che si apre nelle risposte di Elena Rabaglio, co-fondatrice e Direttore Clienti Mediatyche.

Partiamo dai dati. In questo 2016 gli investimenti, qualsiasi sia la fonte della rilevazione, parlano di almeno un 3% in più, con la rete a fare da regina, la tv a occupare la metà della torta, o quasi, la stampa ancora in crisi, specie la quotidiana. Come questa situazione si riflette sul vostro andamento? Insomma, diamo i numeri, i vostri, indicando le previsioni 2017

“Il 2016 per Mediatyche è il miglior anno di sempre. Nata solo sei anni fa, l’agenzia, fondata da me e Massimo Tafi si appresta a chiudere il 2016 con più di 3 milioni di euro di fatturato, + 113% rispetto allo scorso anno. Un fatturato che deriva da un mix di attività di comunicazione che vanno dalle pr, ai social, all’adv radio e tv, fino agli eventi sul territorio. Ma soprattutto un fatturato che ci ‘impegna’ a far ancora di più per il 2017, anno in cui il tema della sostenibilità si affermerà in maniera netta e sempre più incisiva come parte integrante del modello di business di un’impresa. Ed è soprattutto su questo fronte che Mediatyche investirà, perché quella che fino ad oggi abbiamo chiamato Green Economy sta diventando l’economia. Quello che chiamiamo Green Market sarà il mercato. Quella che chiamiamo Green Communication sarà la comunicazione”.

Passando, invece, al qualitativo, in un contesto di comunicazione sempre più liquido, dove le specializzazioni hanno confini sempre più fluidi e indefiniti, siete soddisfatti di come siete riusciti a trasferire al mercato la vostra essenza e di quanto la conseguente differenziazione dal resto risulti premiante?

“Fin dalla sua nascita Mediatyche ha creato team multidisciplinari, proprio perché i confini tra Marketing/Ufficio Stampa/Pubblicità non esistono più da tempo. Al primo posto per Mediatyche ci sono sempre stati i contenuti, la loro qualità e il tempismo con cui vengono sviluppati e declinati sui vari canali (blog, video, comunicati, social network). E’ per questa ragione che molti dei nostri clienti ci hanno affidato progetti complessi da declinare su vari mondi: televisivo, social, carta stampata, blog, pubblica amministrazione”.

In termini di innovazione. Di offerta, processo, servizio, creativa, organizzativa, cosa avete in serbo nel 2017?

“’Guardare sempre oltre’ è il nostro motto, questo ci ha permesso di arrivare ad oggi con risultati più che eccellenti. Come già detto precedentemente il focus 2017 per Mediatyche sarà sul tema della sostenibilità, perché non resterà appannaggio solo delle grandi realtà aziendali o dei settori a vocazione più green, ma coinvolgerà tutte le realtà. Il nostro obiettivo sarà, anzi lo è già, quello di aiutare i clienti a comunicare la loro sostenibilità, e questo richiede approcci e competenze specifiche sia nella definizione dei messaggi sia nella gestione dei mezzi”.

Difficile citare un cliente e progetto, ma dovendone scegliere uno realizzato nel 2016 a emblema della vostra visione, quale case history racconteresti e perché?

“Tra i progetti più particolari creati e gestiti da Mediatyche figura Il Club Carta e Cartoni di Comieco, un progetto voluto dal Consorzio del Recupero e Riciclo Carta che si rivolge all’intera filiera produttiva del packaging cellulosico – aziende, produttori e designer. Obiettivo primario di Mediatyche è sviluppare e promuovere il Club, alimentare il senso di appartenenza delle aziende, programmarne le attività (newsletter, incontri, fiere, eventi, visite guidate) oltre a fare recruiting. Mediatyche è partita da questo brief e in 3 anni ha dato vita a un Club di quasi 300 aziende, che rappresentano i marchi più popolari e consumer riconosciuti dai consumatori. Grazie ad un’attenta programmazione delle attività sul lungo periodo i membri del Club hanno dichiarato di sentirsi ‘parte’ di una community con obiettivi comuni: un’attenzione concreta ai temi della responsabilità e sostenibilità nell’ambito del packaging cellulosico”.

Da un lato, la comunicazione ha bisogno di recuperare cultura e di trasferire, anche insegnandolo, il valore dell’autorialità, dall’altro di ricalarsi nella vita reale andando a conoscere lì le persone, quando si esprimono nel loro modo più vero. Si tratta di facce della stessa medaglia o di dicotomia inconciliabile? Ossia, è possibile alzare l’asticella qualitativa coinvolgendo la gente, abituando al bello, dirigendo il ‘senso di cool, il gusto collettivo’, assumendosi dunque la responsabilità e l’onore di poterlo fare, anche nei confronti delle aziende clienti? 

“Non è una dicotomia inconciliabile, anzi è l’ingrediente di cui non si può fare a meno per avere successo. Oggi il consumatore è un consumattore. Su questo tema Mediatyche ci ha fatto un e-book. Per conto del nostro cliente trnd, abbiamo infatti curato la realizzazione di ‘Il futuro del marketing ha un cuore antico. Viaggio alla scoperta del Marketing Collaborativo’, un e-book che spiega proprio come la nuova dimensione del marketing preveda che l’azienda non faccia più azioni di marketing per il consumatore, ma le faccia assieme al consumatore. Il consumatore diventa quindi un protagonista attivo di tutta la strategia aziendale: dall’ideazione del prodotto, al suo miglioramento, alla vendita”.

 










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