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L’anno che si chiude e il nuovo che si apre nelle risposte di Angelo Mazzi, Founding Partner Mai Tai.
Partiamo dai dati. In questo 2016 gli investimenti, qualsiasi sia la fonte della rilevazione, parlano di almeno un 3% in più, con la rete a fare da regina, la tv a occupare la metà della torta, o quasi, la stampa ancora in crisi, specie la quotidiana. Come questa situazione si riflette sul vostro andamento? Insomma, diamo i numeri, i vostri, indicando le previsioni 2017
“Mai Tai viene da un anno molto positivo. Abbiamo incrementato il nostro fatturato rispetto all’anno scorso, che già fu un anno molto buono, del 20% ampliando la tipologia di attività realizzate ed acquisendo nuovi importanti clienti. Una distribuzione ‘più equa’ degli investimenti tra i vari media si riflette indubbiamente anche sul nostro settore che rimane un settore decisamente in crescita, vivo, stimolante ed estremamente creativo. Per quanto riguarda il nuovo anno, abbiamo già chiuso importanti progetti e stiamo partecipando a diverse gare che, se dovessero andar bene, ci permetterebbero di realizzare eventi molto interessanti, complessi e altamente notiziabili. L’obiettivo per il prossimo anno è chiaramente quello di continuare a crescere cercando di rendere Mai Tai una realtà sempre più solida e con un’identità ben riconosciuta nel panorama delle agenzie di eventi italiane”.
Passando, invece, al qualitativo, in un contesto di comunicazione sempre più liquido, dove le specializzazioni hanno confini sempre più fluidi e indefiniti, siete soddisfatti di come siete riusciti a trasferire al mercato la vostra essenza e di quanto la conseguente differenziazione dal resto risulti premiante?
“Indubbiamente lavoriamo sempre più su attività che passano dal field al digital senza soluzione di continuità. L’identità di Mai Tai è ben chiara ed il nostro posizionamento sul mercato rispecchia in pieno la nostra identità che è quella di agenzia di eventi non convenzionali. La crescita creativa acquisita in questi ultimi anni è stata notevole ed oggi le nostre proposte contengono ingredienti come creatività, fattibilità, modulabilità ed economicità. Siamo anche molto più digital di qualche anno fa grazie a collaborazioni importanti e a competenze interne acquisite day by day. Riteniamo che oggi i clienti siano molto più consapevoli di quello che facciamo ed il passaparola positivo ci aiuta ad affrontare sfide sempre nuove”.
In termini di innovazione. Di offerta, processo, servizio, creativa, organizzativa, cosa avete in serbo nel 2017?
“Per noi l’innovazione sono innanzitutto creatività e servizio, elementi che possiamo mettere in campo nella realizzazione degli eventi in funzione di obiettivi e tipologia di clienti con i quali lavoriamo. Per noi innovare è anche saper andare a scoprire nuove tecnologie o nuove modalità di comunicazione o ingaggio per eventi consumer. Il processo creativo è continua innovazione alla ricerca di soluzioni ed idee che possano stupire, coinvolgere ed ingaggiare al meglio i consumatori finali. La crescita creativa e di servizio dell’agenzia è continua per cui siamo assolutamente consapevoli che anche l’anno prossimo dovremo lavorare duramente in questa direzione dal momento che nel nostro settore le novità vengono bruciate alla velocità della luce e le idee vincono sempre su tutto”.
Difficile citare un cliente e progetto, ma dovendone scegliere uno realizzato nel 2016 a emblema della vostra visione, quale case history racconteresti e perché?
“Abbiamo la fortuna di lavorare con una gamma di clienti molto vasta e variegata e questo ci permette di spaziare molto tra le tipologie di eventi realizzati. Mi risulta pertanto davvero difficile riuscire ad estrapolarne uno in quanto sono diversi gli eventi che quest’anno varrebbe la pena ricordare. Sicuramente aver seguito il lancio italiano di Deliveroo ci ha permesso di realizzare tante attività belle, coinvolgenti ed altamente notiziabili così come è stata sfidante e di gran successo la flying experience realizzata per Groupon al Market Sound, le diverse attività di attivazione fatte per adidas o lo stand non convenzionale alla Fiera del Risparmio per Schroders. Senza dimenticare un evento molto importante e di grande prestigio come l’organizzazione del primo European Design Award all’Unicredit Pavillon e la settimana di Christmas Village per Amazon Prime Now a Milano”.
Da un lato, la comunicazione ha bisogno di recuperare cultura e di trasferire, anche insegnandolo, il valore dell’autorialità, dall’altro di ricalarsi nella vita reale andando a conoscere lì le persone, quando si esprimono nel loro modo più vero. Si tratta di facce della stessa medaglia o di dicotomia inconciliabile? Ossia, è possibile alzare l’asticella qualitativa coinvolgendo la gente, abituando al bello, dirigendo il ‘senso di cool, il gusto collettivo’, assumendosi dunque la responsabilità e l’onore di poterlo fare, anche nei confronti delle aziende clienti? 
“Credo che si possano assolutamente conciliare le due cose e che autoralità e consumer activation possano coesistere senza grossi problemi rendendo gli eventi di largo consumo anche belli e cool. Da questo punto di vista sicuramente il digital aiuta visto che dietro ogni evento c’è la necessità di una buona notiziabilità ed eventualmente viralità e questi elementi si hanno nel momento in cui l’evento di per sé mantiene elementi estetici o di posizionamento decisamente premium. Le aziende clienti vorrebbero sempre che i loro eventi fossero belli, performanti, ingaggianti e notiziabili ma questi aspetti non bisogna mai dimenticare che necessitano anche di budget adeguati. Spesso ci capita di partire con aspettative molto alte ridimensionate nel corso del tempo a causa di budget troppo esigui. La capacità dell’agenzia, ma spesso si tratta di vera e propria sfida, sta proprio nel riuscire a garantire la miglior qualità possibile anche senza disporre di budget adeguati al livello richiesto. In linea generale si può comunque constatare come il livello delle attività realizzate nel nostro settore, grandi o piccole che siano, si sia decisamente alzato negli ultimi anni grazie alla volontà di tutti, clienti ed agenzie, nel voler alzare sempre più l’asticella qualitativa”.









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