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Nov

Milan Economic Graph 2017

A poco più di un anno dalla prima analisi sviluppata sul territorio meneghino, Milano si riconferma uno dei marker principali per definire lo stato dell’arte del mondo occupazionale italiano e delle sue dinamiche. Il capoluogo lombardo, infatti, sulla piattaforma oggi conta in tutta la sua area metropolitana oltre 945mila professionisti, il 14% in più rispetto all’anno scorso, 108mila aziende rappresentate, il 12.5% in più rispetto al 2016, e oltre 9mila offerte di lavoro, il doppio rispetto a quelle rilevate nella passata edizione.

Negli ultimi 12 mesi, in tutta l’area metropolitana di Milano, si sono calcolate circa 45mila nuove assunzioni e in particolare i settori nei quali attualmente si riscontra il maggior numero di professionisti sono quelli dei servizi professionali (17%), tecnologia (16%) e servizi finanziari e assicuraizoni (13%). Significativo l’aumento occupazionale verificatosi nel settore retail&consumer products, salito al quarto posto con un valore pari all’11% del totale, e dell’healthcare, al quinto posto con l’8%. Dati questi, che trovano conferma anche nelle statistiche inerenti le offerte di lavoro presenti sulla piattaforma, che vedono Servizi Professionali (26%) e Tecnologia (21%) ancora ai primi posti, ma che in terza posizione trovano il settore retail&consumer products che dal 7% dell’anno scorso raggiunge addirittura il 19%, seguito poi dai servizi finanziari e assicurazioni (11%) e dall’healthcare, che raggiunge il 6%.

Dallo studio, inoltre, Milano risulta essere uno snodo centrale nella migrazione di talenti non solo per il mercato italiano, ma anche per il panorama europeo. Molti professionisti italiani, infatti, scelgono il capoluogo lombardo per trovare nuove opportunità di lavoro o per sviluppare la propria carriera professionale. In modo particolare da Roma, Perugia, Napoli e Bari arrivano la maggior parte dei flussi migratori dei talenti presenti nell’area milanese, mentre al contrario molti professionisti operanti a Milano oggi scelgono sempre di più di lasciare la propria città per trasferirsi all’estero scegliendo nazioni come la Svizzera, l’Inghilterra, la Spagna, la Germania e l’Olanda.

Ma i flussi migratori da e verso l’area milanese non producono solo l’acquisizione o la perdita di competenze professionali, bensì attivano anche e soprattutto connessioni con altre città in Italia come all’estero, offrendo così all’area metropolitana una possibilità di crescita in termini di mercato occupazionale due volte superiore alla norma.

 










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