30
Jan

Schermata 2017-01-30 alle 14.17.34

Il progetto nacque in origine sotto forma di videoinstallazione, in occasione di una mostra collettiva di Le Dictateur al Palais De Tokyo di Parigi.

Luigi Pane, Abstract:groove, racconta a youmark: “Dopo qualche tempo, finita l’esibizione al Palais, incoraggiato anche dai membri del mio team, decisi di rimontarne una versione che potesse avere anche una fruizione esterna a un contesto museale o comunque legato al mondo dell’arte contemporanea e che quindi potesse trovare spazio e respiro anche all’interno di una rassegna cinematografica. 

Il film è privo di dialoghi e si struttura su una forma di storytelling più astratta e per certi versi ibrida, se vogliamo a metà tra video arte, cinema e promo musicale. Iniziai poi a sottoporne la visione a critici di cinema e rimasi sorpreso da alcuni pareri di personaggi che reputavo particolarmente autorevoli e probabilmente ostici nell’accettare come opera cinematografica un progetto così ibrido e sperimentale. Invece, per assurdo, furono proprio i critici più ‘storicizzati’, quelli dotati di età ed esperienza maggiore ad incoraggiarmi osservano come fosse proprio il genere di cortometraggio mancante ai festival del cinema, tanto da auspicarne la presenza nelle selezioni ufficiali”.

E così fu. Come anticipato nel titolo, infatti, ‘Sculptures That Lost The Sense of Time’ è stato selezionato da diversi festival in giro per il mondo, tra cui tre negli Stati Uniti, il Manchester Film Festival in Uk e per ultimo proprio il Byron Bay Film Festival in Australia,  che lo ha appunto designato ’Best Experimental Film 2016’.










Utilizziamo i cookie per assicurarti la migliore esperienza possibile sul nostro sito.
Se vuoi saperne di più, consulta la cookie policy.Proseguendo con la navigazione, acconsenti all’uso dei cookie