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L’anno che si è appena chiuso e il nuovo che si apre nelle risposte di Stefano Monticelli, Ceo e Executive Producer Black Mamba.

Partiamo dai dati. Per il 2016 gli investimenti, qualsiasi sia la fonte della rilevazione, parlano di almeno un 3% in più, con la rete a fare da regina, la tv a occupare la metà della torta, o quasi, la stampa ancora in crisi, specie la quotidiana. Come questa situazione si è riflessa sul vostro andamento? Alla luce che esistono anche progetti che sfuggono alle rilevazioni. Insomma, diamo i numeri, i vostri, indicando le previsioni 2017

“Devo dire che per noi è stato un anno d’oro: abbiamo praticamente raddoppiato il fatturato, quindi benissimo. Sarà stato forse il cambio di sede, che ha creato spazio e lo spazio, in termini di lavoro, si è riempito. A questo punto direi che per il 2017 potremmo trasferirci in una palestra e sperare che la magia torni a funzionare.”

Naturalmente per una casa di produzione i giorni di shooting sono importanti, ma alla fine i numeri che compongono il fatturato sono la misura dell’andamento annuale. L’impressione generale, è che oggi, per arrivare allo stesso fatturato, ad esempio di due anni fa, ci vogliano molti più giorni di produzione. Concorda con l’affermazione? E se sì, ci può spiegare in parole semplici come mai? 

“Che i budget si siano ridotti è un dato di fatto, ma proviamo a vederla da un altro punto di vista: una volta investivi in advertising su due canali, Rai e Mediaset, quindi fiumi di denaro si concentravano lì; oggi i canali a disposizione sono tantissimi, tra tv satellitari, digitale terrestre, web e generaliste, tanto per semplificare. Quindi sono molte di più le occasioni e le diversificazioni di prodotto ma i soldi rimangono gli stessi, se non di meno. Quindi sì, aumentano i giorni di produzione per fatturare gli stessi numeri e i produttori hanno meno tempo per giocare a golf. Diciamo che oggi fare il produttore è un lavoro che richiede molta più passione e sacrificio di una volta. I soldi facili sono altrove. Però non ci si annoia, te lo assicuro”.

E’ sempre molto complicato scegliere tra le varie produzioni girate in un anno. Tuttavia, c’è un lavoro realizzato nel 2016 che può essere indicato come il figlio prediletto? E come mai?

“Come dicevo, nel 2016 abbiamo lavorato tantissimo e i film belli sono stati tanti. Uno su tutti Telepass: una bella squadra, filiera corta e persone che si prendono la responsabilità delle proprie scelte. Risultato: un bel film a un buon prezzo. Poi lo spot per Radio Deejay, rischiosissimo perché non sapevamo se materialmente 2500 volontari si sarebbero presentati alle sette del mattino in Piazza Duomo. Per fortuna sono arrivati e lo spot è una figata. In generale, devo dire che abbiamo lavorato bene in tantissime occasioni, parlandoci schiettamente e lavorando sodo a tutti i livelli, dai clienti, alle agenzie, fino alla squadra Black Mamba”.

Ai bilanci di un anno che si è appena concluso, si accompagnano spesso i buoni propositi per quello a venire. Quali sono i vostri obiettivi nell’immediato? Diciamo, tra qualche mese, circa poco prima di Cannes. C’è un sogno che non è stato ancora interamente realizzato?

“No”.

Per concludere,  se doveste definirvi con tre aggettivi, quali sarebbero? Insomma, tre aggettivi che definiscano la vostra unicità e magari portare un possibile futuro cliente a scegliere voi invece di un’altra cdp

“Presenza, competenza, pazienza”.

Betty Codeluppi










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